Pyramid (Battlestar Galactica)

(1980)
5.8/10 (9 voti)

Pyramid (Battlestar Galactica) è un gioco da tavolo che sembra uscito da una scena cult degli anni Settanta: un mazzo di carte esagonali, colori vivaci e regole ispirate al poker, ma con un’architettura tutta sua. Nato come passatempo dei personaggi della serie televisiva *Battlestar Galactica*, è diventato un oggetto da collezione per i fan, oggi raro e quasi leggendario. Il mazzo contiene 55 carte esagonali, suddivise in tre seme — viola, verde e arancione — con una gerarchia chiara: il viola batte il verde, che a sua volta batte l’arancione. Ogni seme ha carte di tre livelli, da uno a tre, e c'è una carta speciale, la Capstone, un jolly potente che può trasformarsi in qualsiasi altra carta.

Ogni giocatore riceve sei carte e ha una sola possibilità di scartarne fino a quattro per pescarne di nuove: un gesto calcolato, come nel draw poker. L’obiettivo non è semplicemente avere le carte più alte, ma costruire una “piramide” — una combinazione di almeno tre carte organizzate in modo preciso. Le piramidi hanno tre livelli: la prima richiede due carte di terzo livello e una di secondo; la seconda aggiunge un’altra carta di secondo livello; la terza, più complessa, include anche una carta di primo livello. Ma qui entra in gioco il dettaglio che fa la differenza: se tutte le carte di una piramide sono dello stesso seme, diventa “perfetta” e guadagna un valore extra. E non basta: tra due piramidi perfette della stessa categoria, vince quella con il seme più alto — viola su tutto.

La Capstone è l’asso nella manica. Può sostituire qualsiasi carta per completare una combinazione, ma la sua vera potenza emerge quando viene usata come carta di primo livello in una piramide perfetta di terzo grado: diventa la mano più alta possibile, irraggiungibile da ogni altra. E se due giocatori hanno la stessa combinazione? Si gioca un’altra mano. Non c’è punteggio totale, non c’è vincitore assoluto: si gioca per round, e chi vuole smettere, smette.

Cosa rende Pyramid affascinante non è solo la sua estetica da fantascienza anni Settanta, ma il modo in cui bilancia casualità e strategia. Devi valutare le tue carte, decidere se puntare su una piramide perfetta o accontentarti di un’altra combinazione più facile da realizzare. Il bluff è fondamentale: a volte conviene far credere di avere qualcosa che non hai, perché gli altri potrebbero piegarsi senza vedere le tue carte. E poi c’è la Capstone — una carta che cambia tutto, ma che richiede coraggio per usarla nel momento giusto.

Non è un gioco da tavolo come gli altri: è un rituale silenzioso tra amici, con carte esagonali che brillano sotto la luce della lampada, e il sussurro di una domanda: “Hai fatto la piramide perfetta?”

  • Giocatori: 2-5
  • Età Minima: 10+
  • Complessità: (3.00)
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