È l’ultimo grande scontro della guerra civile tra i nazionalisti di Chiang Kai-shek e i comunisti di Mao Zedong, dove mezzo milione di soldati su ciascun fronte si affrontano in un terreno che va dai campi aperti alle città fortificate. Non è una battaglia qualsiasi: è quella che ha costretto i nazionalisti a ritirarsi sull’isola di Taiwan, cambiando per sempre l’equilibrio dell’Asia.
Il gioco ti mette nei panni di uno dei due comandanti, ciascuno con un approccio radicalmente diverso. I nazionalisti contano su artiglieria pesante, carri armati e superiorità aerea, ma le loro truppe sono stanche, demoralizzate e spesso pronte a disertare. I comunisti, invece, non hanno mezzi moderni né logistica organizzata: si muovono con rapidità, sfruttano la popolazione locale e attaccano con improvvisi colpi di sorpresa, come se fossero un’onda che avanza senza mai fermarsi. La loro forza non sta nei cannoni, ma nella capacità di trasformare i prigionieri in soldati, di mobilitare milioni di contadini per trasportare rifornimenti e di sfruttare il terreno come alleato.
Il tabellone copre l’area intorno a Xuzhou, con esagoni da 20 chilometri ciascuno. Ogni turno rappresenta una settimana, durante la quale devi muovere i tuoi corpi d’armata e le tue colonne, gestire il flusso di rifornimenti e reagire alle mosse dell’avversario. Le unità sono dettagliate: non solo divisioni e reggimenti, ma anche artiglierie, battaglioni di carri e formazioni locali come la milizia rossa o i guerriglieri comunisti. Il sistema a gettoni ti costringe a prendere decisioni con incertezza: non sai mai esattamente quali unità l’avversario muoverà per primo, così devi pianificare in modo flessibile e adattarti al caos.
Vincere non significa semplicemente conquistare territorio. Per i nazionalisti, è sopravvivere: mantenere linee di rifornimento, evitare l’accerchiamento, contenere le diserzioni. Per i comunisti, invece, è annientare: colpire dove meno te lo aspetti, isolare unità nemiche e trasformare la sconfitta in opportunità. Ogni battaglia persa può diventare un’occasione per rafforzarsi, se riesci a convertire i prigionieri o a far crollare il morale nemico.
Questo conflitto non è solo una guerra di soldati: è una lotta tra visioni del mondo. La propaganda, la re-educazione dei prigionieri, le difese finali nazionaliste, gli attacchi brevi e violenti dei comunisti — tutto questo diventa parte della tua strategia. È un gioco che non parla solo di movimenti su una mappa: racconta come un esercito apparentemente debole possa vincere non con la forza bruta, ma con l’astuzia, il terreno e la volontà. Una battaglia dimenticata in Occidente, ma ancora viva nella memoria cinese — ora, finalmente, anche nel tuo salotto.
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