È una guerra di macchine e uomini in decomposizione: eserciti stremati, linee difensive sottili come carta da fumo, e un tempo che scorre implacabile verso Berlino. Il gioco ti mette nei panni del comandante sovietico, con una forza schiacciante pronta a travolgere tutto, o di quello tedesco, costretto a ricostruire difese da frammenti di divisioni e corazzate rimaste in piedi.
Il gioco si svolge su due grandi mappe esagonali che coprono la Polonia, la Prussia orientale e la Pomerania. Ogni turno rappresenta circa dieci giorni, e i giocatori muovono le unità con punti azione, lanciano dadi per risolvere gli scontri, e gestiscono il logistico come un filo che si spezza sempre più spesso. I sovietici contano su numeri schiaccianti ma devono affrontare la loro stessa lentezza: le linee di rifornimento si allungano, i carri armati si rompono, e il clima impedisce ogni movimento senza preparazione. I tedeschi, invece, hanno meno truppe ma possono sfruttare posizioni difensive, unità improvvisate come i Volksturm e un numero limitato di panzerfaust per rallentare l’avanzata. La creazione di Kampfgruppen — gruppi tattici fatti di reparti eterogenei — diventa una necessità vitale.
Tre sono le scenari che puoi affrontare. Nel primo, i tedeschi sono in disordine come nella storia: la loro difesa crolla quasi subito, ma per vincere l’URSS deve raggiungere obiettivi storici con precisione. Nel secondo, il generale Guderian convince Hitler a ritirare le truppe lungo la Vistula prima che i sovietici li annientino: una mossa realistica che dà ai tedeschi un respiro. Il terzo scenario va oltre: immagina che Hitler sia caduto in coma, e il nuovo comando abbandoni l’offensiva delle Ardenne per trasferire truppe dall’ovest e evacuare la sacca di Courland. I tedeschi raddoppiano i loro carri armati, rinforzano le linee, e diventano una minaccia reale — ma il tempo non cambia: Berlino deve essere presa entro l’ultimo turno, o la vittoria sovietica svanisce.
Il gioco non è un semplice scontro di numeri. È un equilibrio precario tra potenza e logistica, tra disperazione e determinazione. I tedeschi devono guadagnare giorni, anche se ogni battaglia li consuma. I sovietici devono vincere prima che la primavera arrivi — perché lì, in quel terreno fangoso, tutto si ferma. Le regole sono complesse ma non opache: ogni meccanica ha un senso storico, dai bombardamenti di artiglieria alle evacuazioni navali da Danzica. Non c’è magia, solo la dura realtà della guerra che si consuma a passi lenti e costosi. E il vincitore non è chi fa più morti: è chi riesce a controllare il tempo.
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