Redemption è un gioco da tavolo a carte basato sulla Bibbia, pensato per chi cerca una profondità strategica unita a un tema spirituale. Nato nel 1995 come alternativa cristiana ai giochi di carte collezionabili più noti, si è costruito negli anni una comunità fedele e attiva, senza mai abbandonare la sua identità.
Ogni carta racconta una storia biblica: un eroe che combatte il male, un evento storico, una verità spirituale. Ognuna è accompagnata da un versetto della Scrittura, e le sue abilità non sono semplici effetti casuali, ma riflessioni dirette del testo che la ispira. Non si tratta di un gioco religioso per bambini: qui i personaggi hanno poteri complessi, le strategie si intrecciano come in un rompicapo dinamico, e ogni mossa richiede attenzione, previsione e adattamento.
Il gioco è a due giocatori, ma può essere giocato anche con più partecipanti in versioni team. Ogni giocatore costruisce una propria mazzo di carte, combinando eroi che agiscono in attacco per liberare anime perdute, e avversari malvagi da usare in difesa per bloccare l’avanzata dell’opponente. L’obiettivo è semplice: salvare cinque anime (sette nella variante più avanzata), ma raggiungerlo richiede un equilibrio perfetto tra offesa e difesa. Non basta lanciare eroi alla cieca: devi prevedere le risposte dell’avversario, gestire le tue carte a mano, scegliere quando attaccare e quando trattenerti.
Le abilità delle carte sono centinaia, ognuna diversa. Alcune permettono di rivelare la prossima carta del mazzo avversario; altre forzano l’opponente a scartare una difesa prima ancora che possa essere giocata. Ci sono eroi che crescono con il tempo, villain che si rigenerano, e meccaniche che cambiano completamente il flusso della partita. La profondità non sta nel numero di carte — anche se ne esistono oltre 4500 — ma nella loro interazione: ogni mazzo diventa un linguaggio personale, una filosofia di gioco.
Redemption non è solo un gioco da soli o tra amici. Ogni anno si svolge una vera e propria stagione competitiva, con tornei locali che portano fino alla finale nazionale, chiamata “Nationals”, ospitata in estate. Qui i giocatori più esperti si confrontano per titoli, premi e riconoscimenti: chi arriva tra i primi tre in un torneo ufficiale riceve carte speciali, ricercate non solo per il loro valore collezionistico ma anche per la loro potenza in partita.
Ma ciò che rende Redemption diverso è la comunità. Nonostante sia nato come gioco di nicchia, ha saputo crescere con calma e coerenza. I giocatori si aiutano: su forum, Discord, Reddit o nei gruppi locali, chiunque può chiedere consiglio su una strategia, discutere un versetto biblico legato a una carta, o semplicemente parlare di fede senza timore. Non è un ambiente perfetto, ma è autentico: dove si parla di gioco con la stessa serietà con cui ci si scambia un pensiero personale.
Non serve essere cristiani per giocare — anche se molti lo sono — e non bisogna conoscere tutta la Bibbia per vincere. Basta avere curiosità, pazienza e voglia di imparare. Ogni mazzo che costruisci è un’esperienza nuova; ogni partita una sfida diversa. E se ti appassioni, scoprirai che Redemption non si esaurisce mai: c’è sempre un’altra carta da cercare, un’altra combinazione da provare, un altro avversario con cui misurarsi.
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