Il 7 marzo 1945, per un caso fortuito, gli americani presero il ponte di Remagen, l’ultimo attraversamento intatto del Reno. I tedeschi, disorientati e senza ordini chiari, non riuscirono a farlo saltare in aria. Fu un momento decisivo: da quel giorno, la guerra cambiò direzione.
Remagen 1945 ti porta su quelle sponde, dove ogni turno conta. Con un sistema di movimento punto-punto diretto ma profondo, muovi unità da compagnia a battaglione tra le posizioni strategiche: l’angolo del ponte, i villaggi circostanti, le colline da cui si controlla il campo di battaglia. I turni sono giornalieri, e ogni giorno porta nuove minacce — razzi V-2 che cadono dal cielo, aerei a reazione che sfrecciano, carri pesanti come il Jagdtiger che avanzano tra le rovine, persino sommozzatori della Waffen-SS pronti ad attaccare sott’acqua.
Gli americani devono espandere la testa di ponte, difendere il ponte e tenere aperto il passaggio per i rinforzi. I tedeschi, con pochi carburanti e unità esauste, cercano di chiudere l’accesso prima che gli alleati possano sfondare. La fortuna gioca un ruolo cruciale: una mossa sbagliata, un dado non favorevole, un attacco aereo mancato… tutto può cambiare il corso della battaglia.
Il gioco non celebra la vittoria, ma esplora cosa sarebbe potuto accadere se quel ponte fosse stato distrutto. Se i panzer avessero avuto carburante. Se gli ordini tedeschi fossero stati chiari. È un confronto tattico, realistico e coinvolgente: non si tratta di grandi manovre, ma di decisioni piccole, cruciali, prese nel fango e nella polvere della guerra che volgeva al termine.
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