Rise of the Red Army ti immerge nella caotica e violenta guerra civile russa che seguì la Prima Guerra Mondiale, dove imperi crollano, ideologie si scontrano e il futuro dell’Europa orientale è scritto sul campo di battaglia. Non sei un semplice comandante: sei il leader di una fazione con obiettivi unici, risorse limitate e alleati o nemici che cambiano a seconda del numero di giocatori.
Il gioco si svolge su due grandi mappe piegate e parzialmente laminare, dove decine di territori costituiscono il palcoscenico di una guerra senza quartiere. Ogni giocatore controlla una o più potenze — dai bolscevichi, che partono con un’enorme quantità di truppe ma sono circondati da nemici ovunque, ai bianchi della Crimea, agli anarchici ucraini, ai polacchi in espansione e persino ai giapponesi che puntano alla Siberia. Ognuna ha poteri speciali: i bolscevichi guadagnano risorse dai territori russi controllati, mentre i bianchi ricevono aiuti esterni se mantengono i porti. I cecoslovacchi hanno fanteria più efficace; le trincee danno un vantaggio difensivo; e i generali possono rafforzare gli attacchi o le difese quando sono presenti.
La meccanica di base è ispirata ad Axis & Allies, ma con una profondità maggiore. Ogni turno, raccolti risorse dai territori che controlli — non da quelli conquistati: devi prima “incorporarli”, un passaggio cruciale che impone scelte strategiche su dove concentrare i tuoi sforzi. Poi muovi le tue forze, combatti con dadi a dieci facce e cerchi di espanderti o difendere il tuo nucleo. Le battaglie non sono solo una questione di numeri: la qualità delle truppe conta, e alcune unità hanno bonus specifici che rendono ogni fazione unica.
Vincere non è uguale per tutti. I bolscevichi devono controllare le grandi città russe e mantenere l’unità del loro impero in frantumi; i polacchi mirano a espandersi verso est prima di essere soffocati; i giapponesi cercano di consolidare la Siberia, mentre gli anarchici ucraini devono sopravvivere tra due fronti. Le condizioni di vittoria cambiano in base al numero dei giocatori e a quali fazioni sono presenti: non esiste una sola strada per vincere, ma tante strategie che si intrecciano come fili di un tessuto instabile.
Il gioco è complesso, ma non astratto. I pezzi sono semplici gettoni di plastica con adesivi da applicare tu stesso — un tocco artigianale che lo rende più personale. La mappa è densa, le risorse variano da 30 a oltre 300 tra i vari giocatori, e ogni decisione ha conseguenze: conquistare troppo presto può lasciarti esposto; restare in difesa ti fa perdere terreno politico. È un gioco dove la logistica pesa quanto il coraggio, e dove l’equilibrio del potere si sposta di turno in turno, tra alleanze temporanee e tradimenti silenziosi. Non è un gioco per tutti: ma se ami le guerre storiche con profondità strategica e una narrazione che cambia ad ogni partita, questo ti terrà incollato alla mappa fino all’ultima battaglia.
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