Questo gioco, parte della serie Panzer Grenadier, non è solo un altro wargame: è una ricostruzione minuziosa dei combattimenti tra l’esercito sovietico e la Germania in difesa, con i suoi carri armati pesanti, le artiglierie mobili e le truppe di fanteria che lottano per ogni metro di terreno.
Si gioca su una mappa a esagoni, dove ogni unità — da un singolo soldato a un carro armato pesante — ha il suo ruolo preciso. I tedeschi dispongono di macchine da guerra ormai leggendarie: i Tiger II con la loro corazzatura impenetrabile, i Jagdpanther e gli Hetzer che si nascondono tra le rovine per colpire a distanza ravvicinata. Non mancano neppure le unità delle Waffen-SS e quelle della milizia di difesa nazionale, costrette ad affrontare l’avanzata sovietica con mezzi scarsi ma determinazione disperata. Dall’altro lato, l’Armata Rossa schiera i carri JS-1 e JS-2, veri mostri su cingoli, insieme ai T-34/85 più agili e alle autoblindo Ba64 che perlustrano le linee. Le artiglierie mobili SU-100 e SU-152 spazzano i campi di battaglia con colpi devastanti, mentre i reparti delle Guardie sovietiche, ormai esperti e ben equipaggiati, guidano l’offensiva con precisione crescente.
Il gioco non dimentica gli alleati minori: l’esercito ungherese compare con i suoi carri Turan e Toldi — meno affidabili ma orgogliosamente impiegati — e le sue unità di cavalleria, ancora in servizio anche nel 1945. Ogni pezzo è stato studiato per riflettere la realtà storica, senza romanticismi né esagerazioni.
Il campo di battaglia si compone di otto tavoli semi-rigidi, ciascuno con un paesaggio diverso: boschi innevati, villaggi distrutti, colline coperte da nebbia. Ognuno è stato disegnato per raccontare una storia, non solo per contenere pedine. Le 75 scenari offerti — tratti da vere battaglie tra il 1944 e il 1945 — ti permettono di vivere momenti cruciali: l’assalto a Budapest, la difesa della Slesia, le ultime resistenze intorno a Berlino. Ogni partita è un nuovo capitolo in una guerra che non ha più via di ritorno.
Non si vince semplicemente per aver eliminato più nemici, ma per raggiungere obiettivi tattici precisi: catturare un ponte prima che esploda, fermare un’offensiva prima dell’alba, difendere una posizione finché le munizioni non finiscono. La vittoria sta nella gestione del tempo, nell’uso intelligente dei copri fuoco e nel saper leggere il terreno più di quanto si conti il numero di carri distrutti.
Road to Berlin è un gioco per chi vuole immergersi in una guerra reale, senza drammi da film. È lento, preciso, a volte duro — ma proprio per questo, profondamente coinvolgente. Non ti dà la gloria: ti chiede di capire cosa significa combattere quando tutto sta crollando intorno.
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