Nel luglio del 1941, l’avanzata tedesca verso Leningrado sembrava inarrestabile. Ma a cento miglia a sud della città, tra boschi e paludi, due battaglie segnarono il punto di svolta: Soltsy e Staraya Russa. Qui, la rapidità dei panzer incontrò la tenacia sovietica, e l’equilibrio del fronte settentrionale si incrinò per sempre.
Roads to Leningrad ti porta in prima linea su una mappa dettagliata di 22x34 pollici, dove ogni esagono rappresenta un miglio e mezzo di terreno accidentato. Ogni turno copre dodici ore: il tempo necessario per muovere unità da battaglione a compagnia, rifornire le linee logoranti, e decidere se attaccare ora o aspettare rinforzi. Il sistema a gettoni estratti casualmente gestisce l’incertezza del combattimento: non sai mai con certezza quale unità agirà per primo, né quando il nemico reagirà. I dadi decidono i risultati degli scontri, ma è la tua capacità di anticipare le mosse e gestire lo stress logistico che fa la differenza.
Il gioco si articola in quattro scenari distinti, ciascuno un pezzo di una stessa storia. Nel primo, il corpo corazzato di Manstein avanza con decisione verso Novgorod, ma lascia i fianchi scoperti tra le paludi. I sovietici colgono l’occasione: la 70ª Divisione Fucilieri si muove in silenzio, circonda un battaglione di panzer e taglia le linee di rifornimento. La ritirata della 8ª Panzer è caotica, i carri distrutti o danneggiati non saranno mai più pienamente operativi. Ma la vittoria sovietica non è totale: il nemico si riprende, e l’offensiva si arresta.
Nel secondo scenario, a Staraya Russa, l’Armata Rossa lancia un contrattacco su larga scala con dieci divisioni. L’obiettivo è spezzare la linea tedesca prima che Manstein possa spostare i suoi corazzati da Soltsy. Per il giocatore tedesco, ogni giorno conta: devi mantenere le posizioni, aspettare rinforzi e contenere l’avanzata sovietica senza disperdere le tue forze. Se riesci a trattenere la linea fino all’arrivo dei panzer di Manstein, puoi trasformare una crisi in un successo tattico — ma il prezzo è alto: Leningrado rimane lontana.
Il gioco non ti chiede di vincere ogni battaglia. Ti chiede di capire cosa significa combattere su un fronte che si allunga, con risorse scarse e decisioni da prendere in poche ore. La vittoria non è solo distruggere unità nemiche: è mantenere l’iniziativa, gestire la logistica, sfruttare il terreno, e sapere quando fermarsi. Il giocatore sovietico cerca di rallentare, confondere, indebolire. Quello tedesco deve bilanciare velocità e controllo, tra un attacco rischioso e una ritirata strategica.
Cosa rende Roads to Leningrad diverso da altri wargame? Non è un gioco di numeri astratti: ogni esagono ha un significato. Ogni unità ha una storia. Le paludi rallentano, i boschi nascondono, le strade sono vie di fuga o trappole mortali. Il sistema a gettoni ti costringe ad agire con incertezza — come nella realtà. E non c’è un piano perfetto: ogni mossa ha una conseguenza, e spesso la migliore decisione è quella che evita il disastro.
Questo gioco non celebra le vittorie, ma ne esplora i costi. È lì che nasce la sua forza: nella capacità di farti sentire il peso del tempo, della terra e delle scelte sbagliate — e di capire perché Leningrado non cadde. Non per un colpo di fortuna, ma perché qualcuno, in qualche palude, decise di non arrendersi.
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