Qui non basta parlare bene: devi muoverti in fretta, scommettere al momento giusto e tenere sempre un passo avanti agli avversari.
Ogni turno, i giocatori nascondono una carta dalla propria mano per conquistare un quartiere della città. Tutti rivelano insieme: chi ha puntato di più si aggiudica il controllo del luogo e ottiene un token di campagna, con cui può pescare nuove carte, reclutare robot o promettere cose impossibili — come una piscina di gelato per tutti i cittadini. Ma attenzione: vincere qui potrebbe lasciarti senza risorse laggiù. Devi bilanciare le tue scelte, fingere di essere più forte di quanto sei e indovinare cosa faranno gli altri prima che rivelino le loro carte.
Muoversi da un quartiere all’altro è come correre su una pista caotica: ogni spostamento cambia il ritmo del gioco. I robot ti danno vantaggi nascosti, le promesse creano effetti imprevedibili e i punti extra arrivano non solo dai quartieri conquistati, ma anche dalle alleanze che riesci a costruire con gli oggetti raccolti.
Il tema è un mix tra il retro-futurismo dei fumetti degli anni Cinquanta e una satira gentile della politica. Non serve essere un stratega esperto: basta saper leggere le intenzioni, gestire bene le carte in mano e godersi l’assurdità di una corsa al potere dove i robot sono più affidabili dei candidati. Il gioco corre veloce, si rigioca subito e non ti lascia mai senza un sorriso.
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