Qui, tra dune e passi montuosi, si giocò una delle ultime grandi battaglie del teatro nordafricano: un confronto tra eserciti stanchi ma determinati, con posizioni fortificate quasi quanto quelle di El Alamein.
Ogni giocatore comanda uno dei due schieramenti — l’Asse o gli Alleati — muovendo unità autentiche su una mappa dettagliata che riproduce fedelmente il terreno reale. I combattimenti si risolvono con dadi, seguendo regole precise ma non eccessivamente complesse, dove la logistica, le condizioni del terreno e i movimenti tattici pesano più della fortuna. Due scenari ti offrono due momenti chiave: Medenine, un attacco tedesco fallito a inizio marzo, e l’offensiva principale di Mareth, tra il 20 e il 28 dello stesso mese, quando gli Alleati tentarono di sfondare la linea difensiva.
Vinci se riesci a raggiungere i tuoi obiettivi strategici prima che l’avversario ti blocchi; perde chi non riesce a impedirtelo. Non c’è un vincitore assoluto, solo una vittoria tattica ottenuta con la pazienza e la pianificazione.
Questo gioco non celebra eroi né drammi epici: racconta la guerra come un meccanismo complesso, dove ogni hexagon rappresenta un metro di terreno conquistato a fatica, e ogni dado una possibilità che può cambiare il corso della battaglia. È un simulo per chi vuole sentire l’aria pesante del deserto prima dell’alba di un attacco decisivo.
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