Scrimmage

(1971)
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Scrimmage è un gioco da tavolo che cattura l’essenza del football americano senza simulare ogni dettaglio: qui non si controllano statistiche o dati, ma si prendono decisioni come se fosse una partita vera. Due giocatori si affrontano: uno guida la squadra in attacco, l’altro difende, e tra loro c’è un dialogo tattico fatto di movimenti, sorprese e reazioni istantanee.

Ogni squadra ha un gruppo di giocatori con caratteristiche diverse: velocità, forza, resistenza. I movimenti si decidono lanciando i dadi, ma non tutti possono muoversi allo stesso modo — i corridori più veloci coprono più terreno, mentre gli linebacker pesanti avanzano con cautela. L’attacco sceglie il tipo di giocata: corsa o passaggio. Ma qui sta la sfida: la difesa non sa quale sia la scelta finché il gioco non parte. È un momento di tensione pura, come quando il quarterback alza lo sguardo prima del snap.

Se l’attacco opta per il passaggio, piazza due ricevitori in zone predefinite sul campo e sceglie segretamente una destinazione tra quelle disponibili. Poi entrambe le squadre muovono i loro giocatori a turno, con i dadi che decidono quanto lontano possono andare. Quando il passaggio viene lanciato, si guarda chi arriva per primo alla casella designata: se il ricevitore è lì e il difensore no, la ricezione è completa; se il difensore lo precede, l’intercetto è fatto; se entrambi arrivano insieme, la palla cade a terra. È un sistema diretto ma efficace, che trasforma ogni passaggio in una corsa tattica.

Nelle giocate di corsa, invece, conta chi blocca e chi riesce a superare i blocchi. Solo giocatori con forza uguale o superiore possono contrastarsi: un tight end non può fermare un linebacker più pesante, ma un guardia esperto sì. E se la giocabilità si rompe — il corridore è circondato, il passaggio viene intercettato — entra in gioco il mazzo di carte: una carta può salvare l’azione, far fumare la palla o permettere a un giocatore di sfuggire al tackle anche se sembra finito.

La fortuna c’è, ma non domina. I dadi possono essere ingannevoli per qualche turno, ma chi conosce i propri giocatori e sa gestire le risorse vince più spesso. Le carte aggiungono un tocco di imprevedibilità senza stravolgere la logica del gioco.

Scrimmage non è un simulatore da tabella: qui non si leggono numeri, si sente il ritmo della partita. Si sceglie una giocata, ci si muove con calma, poi tutto può cambiare in un istante. È un gioco che rispetta la strategia ma lascia spazio all’istinto.

Pochi esemplari furono prodotti negli anni ’70 — circa 800 copie, per lo più vendute nei negozi del sud degli Stati Uniti — e ne esiste anche una versione con un “monster man”, un giocatore superdotato che può ribaltare il corso della partita. Non confondetelo con l’altro Scrimmage di SPI: è un altro mondo, fatto di dadi, carte e intuito. Un gioco raro, ma per chi lo trova, una vera gemma da tavolo.

  • Giocatori: 2
  • Durata: 60 min
  • Complessità: (2.00)
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