È qui che si gioca la partita più decisiva della guerra: non solo per il territorio, ma per l’anima stessa del Terzo Reich.
Il gioco ti mette nei panni di uno dei due comandanti: i tedeschi devono tenere insieme le loro linee sottili, con truppe alleate poco affidabili e poche riserve da lanciare al momento giusto. I sovietici, invece, muovono masse pesanti ma lente, organizzando manovre di accerchiamento che richiedono precisione, pazienza e un uso intelligente dei loro reparti. Ogni turno rappresenta due giorni, e ogni esagono copre cinque chilometri: abbastanza per sentire il peso delle unità da battaglione a divisione senza perderti nei dettagli.
Il sistema è pensato per essere diretto ma non banale. Muovi con punti movimento su una griglia esagonale, combatti usando dadi e tabelle dei risultati, gestisci riserve e coordini attacchi in più direzioni. Non serve un master in storia militare per capire le regole — sono chiare, logiche, e ti coinvolgono fin dal primo turno. Tre scenari ti guidano verso l’apice: il primo è un’introduzione rapida alla corsa verso Kalach; il secondo riproduce l’operazione Tempesta d’Inverno, lo sforzo disperato dei tedeschi per salvare la 6ª Armata; e infine, la campagna completa di sedici turni, dove ogni decisione pesa come un macigno.
Non è un gioco che ti sommerge con centinaia di tabelle o regole complicate. È si spiega in due minuti, ma profondo da giocare. Puoi affrontarlo in due ore o lasciarlo aperto per una lunga serata, a seconda del tuo ritmo. E se giochi da solo? Funziona benissimo: le dinamiche dei due schieramenti sono così diverse che il gioco si mantiene vivo anche senza un avversario.
Stalingrad Pocket non è un’epopea grandiosa, ma una rappresentazione lucida di come la guerra può capovolgere in pochi giorni. È lì, tra i ghiacci e le trincee del Volga, che il destino della Germania cambia per sempre — e tu hai il potere di decidere se quel cambiamento avverrà o meno.
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