Stratego

(1946)
6.2/10 (17,282 voti)

Stratego è un gioco di guerra in cui non vedi mai cosa ha l’avversario. Niente carte scoperte, niente pezzi visibili: tutto è nascosto sotto una cortina di mistero. Ogni pezzo ha un rango, ma tu non sai se davanti a te c’è un generale o un semplice soldato. Eppure, devi muovere, attaccare e vincere. È come giocare a scacchi con gli occhi bendati… e la sfida è proprio lì.

La partita si svolge su una griglia 10x10, divisa in due metà da un fiume invisibile che separa i tuoi soldati da quelli del tuo avversario. Prima di cominciare, piazzi in segreto i tuoi 40 pezzi: il tuo obiettivo è proteggere la tua bandiera e cercare di rubare quella dell’altro. Ogni giocatore ha un mix di soldati con diversi livelli di forza — dal Marshall, il più potente, al Bomba, che distrugge tutto ma non si muove mai — e una serie di pezzi intermedi come generali, colonnelli e spie. Le bombe bloccano i percorsi, la bandiera è fragile e l’agente segreto, la Spia, ha un potere strano: può uccidere il Marshall solo se lo attacca direttamente.

Una volta sistemati i pezzi, si comincia a muovere. Un passo alla volta. Ogni mossa è una scommessa. Avanzi di una casella, ti fermi davanti a un’ombra e decidi di attaccare. Allora entrambi rivelate il vostro pezzo: chi ha il numero più basso perde (sì, qui i numeri sono al contrario rispetto agli altri giochi — il 1 è il più forte). Il vincitore resta in gioco, l’altro viene eliminato. Ma attenzione: se attacchi una bomba, sei finito. E se la Spia attacca un Marshall? Lui muore. È questo il cuore del gioco: non sai mai cosa c’è dietro, ma devi indovinare, bluffare, ricordare e rischiare.

Le partite sono rapide — intorno ai 45 minuti — e ogni partita è diversa perché la disposizione dei pezzi cambia sempre. Non si tratta solo di forza bruta: chi ricorda dove ha visto un generale o dove potrebbe nascondersi una bomba ha già mezza vittoria. Chi muove con troppa fretta finisce per perdere tutto in pochi attacchi sbagliati. Chi aspetta troppo, invece, lascia che l’avversario gli tagli la ritirata.

Stratego non è un gioco complicato da imparare: le regole sono semplici, quasi minimaliste. Ma dentro c’è una profondità silenziosa. È il gioco della memoria e dell’intuizione, dove ogni mossa ti costringe a chiederti: “E se fosse lui? E se non lo fosse?” Non serve un grande piano strategico, ma tanti piccoli calcoli, tentativi e rischi. E quando finalmente riesci a catturare la bandiera nascosta in fondo al campo… è una vittoria che senti davvero.

Nel tempo ha avuto molte versioni: da quelle tematiche con i supereroi o i personaggi di Star Wars, fino alle edizioni elettroniche. Ma il cuore resta lo stesso. Anche se in America negli anni ’50 hanno invertito la numerazione (dove prima c’era il 1 ora c’è il 10), molti giocatori insistono sulla versione originale, con i numeri bassi che indicano i pezzi più forti. È un dettaglio tecnico, ma per chi lo ama, fa la differenza.

Stratego non ti chiede di essere un genio della guerra: ti chiede solo di fidarti del tuo istinto, di ricordare cosa hai visto e di osare quando serve. E forse è proprio questo che lo rende così affascinante: in una stanza piena di rumori, tu e il tuo avversario state combattendo un’altra guerra… fatta solo di silenzi e sguardi carichi di incertezza.

  • Giocatori: 2
  • Durata: 45 min
  • Età Minima: 8+
  • Complessità: (1.85)

Artisti: Donato Giancola, Paul Windle

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