Subbuteo Cricket

(1949)
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Subbuteo Cricket è quel genere di gioco che sembra un sogno strano fatto da un appassionato di sport e di dettagli: una partita a cricket su un tappetino verde, giocata con minuscoli personaggi in plastica e una pallina rossa lanciata col pollice. Nato nel 1949 come fratello minore del celebre Subbuteo calcistico, non cercava di replicarne il successo, ma di catturare l’essenza di un gioco britannico con lo stesso spirito manuale e preciso.

Il bowler posiziona la pallina nel solco della sua statuetta e la spara con uno scatto rapido verso i tre pali del wicket, difesi da un battitore che ruota una piccola leva per colpire il lancio. Ogni colpo vale qualcosa: se la palla vola lontana senza toccare terra, sono quattro o sei corsi; se rimbalza e finisce tra i giocatori in campo, si conta un out solo se viene presa al volo dentro la coppetta di plastica sotto i piedi del fielder. Ci sono anche le uscite per stumping — quando il battitore esce dal crease e la palla colpisce i pali prima che torni indietro — o per leg before wicket, una decisione soggettiva che divideva le partite più accese: era davanti ai pali? Era in linea? La risposta spettava al giudice, cioè a chi giocava.

Non è un gioco da competizione professionale, né ha la dinamica travolgente del calcio. Ma c’è qualcosa di affascinante nel suo ritmo lento, nella precisione richiesta per ogni lancio e nell’attenzione ai dettagli: i cappellini da baggy green degli australiani, le tute rosse dei caraibici, i recinti in plastica che delimitavano il campo. Era un gioco da collezionare, da custodire, da tirar fuori una domenica pomeriggio con gli amici e giocarsi l’ultima partita a puntate di caramelle. Non era perfetto. Ma funzionava — e quel poco che funzionava, bastava per farlo durare nel tempo.

  • Giocatori: 2
  • Durata: 30 min
  • Complessità: (2.00)
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