Suits by Twelve è un gioco di carte veloce e astuto, dove le regole tradizionali del briscola si scontrano con una dose di casualità e un sistema di punti che trasforma ogni mano in una piccola battaglia per il controllo dei semi. Nato nel 1984, non è un gioco da tavolo complesso, ma un’esperienza dinamica che si svolge tra le mani dei giocatori e sul tavolo, con gettoni di plastica che cambiano posizione come se fossero monete in una slot machine.
Ogni partita parte con cinque carte per ciascun giocatore, distribuite da un mazzo ridotto. Il gioco si svolge a prese: chi gioca la carta più alta del seme conduttore vince il trucco e guadagna il diritto di iniziare la mano successiva. Ma qui entra in scena l’elemento che lo rende unico: prima di ogni mano, si lancia un dado speciale con quattro lati per i semi (cuori, quadri, fiori, picche) e due lati speciali — uno che indica entrambi i rossi, l’altro entrambi i neri. Se esce un seme singolo, quel seme è trionfo; se esce un colore, il mazziere sceglie quale dei due semi del colore sarà la trump per quella mano.
Ogni volta che viene giocata una carta di trionfo e qualcuno non riesce a batterla, i perdenti devono mettere un gettone nella zona “Suits” al centro del tavolo. Se invece esce un Re, tutti i giocatori aggiungono un gettone alla “Jackpot”. Ma il vero cuore del gioco è la scheda personale di ogni partecipante: tre spazi per ciascun seme, da riempire con delle tessere gialle chiamate “Hoyle”, che si posizionano sotto il seme vinto. Quando un giocatore completa tutti e tre gli spazi di un seme, incassa i gettoni accumulati in quella zona e costringe gli altri a versarne nuovi.
E qui arriva la mossa più astuta: dopo aver completato tre volte lo stesso seme, puoi “congelarlo”. Ruoti una tessera sulla tua scheda, bloccando quel seme per tutti gli avversari. Ora, nessuno può più aggiungere tessere lì — a meno che non decida di “sbloccarlo”, girando la tua tessera con un’azione rischiosa e coraggiosa. E se riesci a completare tre semi, vinci anche il jackpot.
Non c’è una fine prestabilita: puoi giocare fino a quando qualcuno rimane senza gettoni, o per un tempo fissato. Il gioco è pensato per essere rapido — ogni mano dura pochi minuti — ma la tensione cresce con ogni lancio di dado e ogni scelta tra rischiare il trionfo o conservare le carte forti. È un mix tra fortuna, memoria e psicologia: devi ricordare quali semi sono bloccati, chi ha quasi completato una linea, e quando è il momento di giocare la tua carta più preziosa. Non è un gioco da collezionisti o da esperti, ma per chi ama i giochi che ti tengono sveglio con poche carte e tanti gettoni in ballo.
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