Task Force è un gioco da tavolo dagli anni Cinquanta che trasforma l’atmosfera della Guerra Fredda in una battaglia strategica su una mappa stilizzata dell’Europa e dell’America orientale. Due giocatori si affrontano come comandanti di forze opposte: i blu, gli Stati Uniti, contro i rossi, l’Unione Sovietica. Ogni turno muovi le tue truppe da città a città, cercando di soverchiare quelle nemiche con il numero e occuparle. Non serve una strategia complessa: basta avanzare con decisione, sfruttando la superiorità numerica dove è possibile.
Il dado non è un normale d6, ma uno speciale a sei facce con solo i numeri 1, 2 e 3 — un dettaglio che rende ogni mossa più imprevedibile. E poi ci sono le armi segrete: due bombe atomiche, grandi dischi colorati da piazzare una sola volta ciascuno. Quando vengono usate, cancellano tutte le unità nelle caselle adiacenti e rimangono sul tabellone per due turni, bloccando il passaggio come crateri invisibili. È un’arma che cambia il corso della guerra, ma non si può ripetere.
Vince chi riesce a penetrare nel cuore del territorio avversario: una vittoria simbolica, più che geografica. La mappa è curiosa: la Gran Bretagna appare enorme, quasi sovrastante le nazioni vicine, come se l’Europa fosse vista attraverso gli occhi di un britannico degli anni Cinquanta. Il gioco non ha bisogno di regole intricate per coinvolgere: semplice, diretto, con quel tocco di tensione nucleare che solo quell’epoca sapeva dare. È un pezzo da collezione vivente, una piccola finestra su come si immaginava la guerra prima che diventasse troppo reale.
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