Basato su un sistema diretto ma efficace, riproduce le guerre del 1967 e del 1973 tra Israele e i suoi vicini arabi, con una meccanica a dadi che ricorda il classico Axis & Allies, ma più rapida e diretta.
Ogni giocatore controlla una fazione: Israele deve agire in fretta, sfruttando la sua mobilità superiore per colpire prima che le forze arabe si organizzino. Nella guerra del ’67, l’obiettivo è conquistare il Sinai, la Cisgiordania e le Alture del Golan; nel ’73, invece, gli stati arabi partono con il vantaggio della sorpresa e devono sfondare i confini israeliani prima che l’esercito si mobiliti.
Il gioco gira intorno a movimenti strategici su una mappa dettagliata, dove ogni dado lanciato può cambiare il corso di un’offensiva. Le unità si muovono per aree, e la capacità di richiamare riserve in modo diverso tra le fazioni dà a ciascuna un carattere ben definito. Per chi vuole spingersi oltre, ci sono regole opzionali che introducono mine terrestri e persino l’ombra delle armi nucleari, aggiungendo tensione senza appesantire il ritmo.
Le partite si svolgono in un’ora o due, perfette per una serata tra amici che vogliono qualcosa di più di un semplice gioco da tavolo: una simulazione leggera ma coinvolgente, dove la storia diventa strategia e ogni mossa conta. Non serve essere esperti di geopolitica per divertirsi — basta un po’ di coraggio, un po’ di fortuna e il desiderio di vincere prima che l’avversario faccia lo stesso.
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