The Game of Authors è un gioco di carte che fa sorridere fin dal primo turno: Nato nel 1861, è uno dei primi antenati del celebre “Go Fish”, ma senza mazzo da pescare — tutte le carte sono distribuite subito tra i giocatori, e il divertimento parte da lì.
Ogni turno puoi chiedere a un avversario se ha una carta specifica: per esempio, “Hai il dottor Johnson?”. Ma attenzione: non puoi chiedere di un personaggio che non hai già in mano. Se ti risponde sì, prendi la carta e continui a giocare; se no, passa il turno al giocatore che hai interpellato. L’obiettivo è raccogliere gruppi completi di quattro carte dello stesso autore — un “libro”, come si dice qui. Non appena ne formi uno, lo metti da parte: non puoi più usarlo, ma guadagni punti.
Chi fa prima tutti i suoi libri vince? No, non è così semplice: il punteggio dipende dall’ordine in cui li collezioni. Il primo libro vale 10 punti, il secondo 5, gli altri solo 1. Così non basta essere veloci: devi anche pianificare con intelligenza. E se qualcuno ti chiede una carta che hai? Puoi fingere di averla… o lasciarlo perdere.
Il gioco è leggero come un pomeriggio d’estate, ma nasconde un po’ di astuzia e memoria. Le carte raffigurano personaggi famosi dell’epoca — scrittori, artisti, filosofi — e ogni set ti fa scoprire qualcosa in più sulla cultura del XIX secolo. Non è solo un gioco: è un piccolo viaggio nel passato, fatto di sorrisi, battute e qualche tranello ben calcolato.
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