Immagina un viaggio attraverso i valori più belli e le tentazioni più pericolose: è questo che ti aspetta in *The Mansion of Happiness*, il primo gioco da tavolo prodotto negli Stati Uniti, nato nel 1843 con l’obiettivo di insegnare ai bambini la strada verso una vita virtuosa. Il tabellone è un percorso a spirale che conduce al centro, dove sorge una dimora dorata: la Felicità Eterna. Ogni giocatore muove il suo pedino grazie a una trottola, non ai dadi — perché all’epoca i dadi erano associati al gioco d’azzardo e considerati poco morali. Lungo il cammino trovi spazi che ti premiano: l’Onestà, la Temperanza, la Pietà ti fanno avanzare di sei caselle verso la meta. Ma attenzione: se atterri su Vizi come la Crudeltà o l’Ingratitudine, devi tornare indietro, fino al punto da cui eri partito, e aspettare il tuo prossimo turno senza nemmeno sognare di arrivare alla dimora. Chi cade nella Passione viene immerso nell’acqua per rinfrescarsi — una punizione simbolica che ricorda quanto sia importante controllarsi. Il tabellone, stampato su due pezzi uniti da un taglio centrale, è un vero e proprio manuale morale in forma di gioco: non si vince solo per fortuna, ma per aver scelto la retta via. È semplice, diretto, quasi una preghiera giocata a turno. Eppure, nel suo rigore puritano, nasconde qualcosa di tenero: l’idea che la felicità non sia un premio da conquistare con astuzia, ma il frutto naturale di piccole scelte quotidiane. Un gioco per bambini? Sì. Ma anche una lezione silenziosa su come vivere.
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