Ogni giocatore interpreta una nazione grande o piccola, con eserciti propri e influenza da spendere per guadagnarsi l’appoggio dei paesi più deboli. Non basta muovere truppe: devi negoziare, mentire, promettere e tradire in silenzio, mentre tutti contemporaneamente decidono le proprie mosse. Le elezioni segrete tra i minori aggiungono un livello di manipolazione sottile, simile a una partita a Diplomacy ma con più pezzi sul tavolo. Il conflitto spagnolo diventa un teatro secondario dove si giocano le ambizioni esterne, e l’ascesa dell’URSS cambia il gioco rispetto ai suoi predecessori. Vincerà chi riuscirà a dominare la mappa con alleanze instabili, controllando più territori quando scoppierà la guerra. Un gioco per chi ama le trame politiche, i patti rotti e l’incertezza che precede il disastro.
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