Thinking Man's Basketball

(1970)

Thinking Man’s Basketball è un gioco da tavolo che trasforma l’emozione del basket in una partita di strategia e calcolo, giocata su carta e dadi. Nato nel 1970 come prototipo per la linea di giochi 3M, non arrivò mai alla produzione, ma rimane un curioso esperimento tra sport e logica.

Ogni giocatore crea la propria squadra scrivendo sette numeri su un foglio, assegnando a ciascuno una posizione: un centro, tre ala e tre guardie. Poi sceglie cinque giocatori per l’inizio della partita. Il campo è disegnato su carta, con zone chiare dove muoversi e punti di tiro da raggiungere. I movimenti non sono liberi: dipendono dalla posizione del giocatore — le guardie scivolano più velocemente, il centro si muove piano ma controlla l’area sotto canestro. Quando un tiratore è in posizione, si lancia un dado e si consulta una tabella per sapere se il tiro va a segno, se viene bloccato o se c’è rimbalzo.

La palla può essere passata o dribblata, ma ogni azione apre la possibilità di sfide: l’avversario può tentare di rubarla, e qui entra in gioco la posizione e il calcolo delle distanze. Ogni quarto finisce quando entrambe le squadre hanno totalizzato almeno 15 punti; i giocatori esperti possono aumentarlo a 25 o 30 per rendere la partita più tattica. Al termine dei quattro tempi, vince chi ha segnato di più. In caso di parità, si gioca un supplementare da sette punti fino al KO.

Questo gioco non è veloce né rumoroso: richiede pazienza, anticipazione e una buona memoria per ricordare le tabelle. È un basket lento, pensato per chi ama il gioco come scacchi su un parquet di carta. Eppure, proprio per questo, resta affascinante — un’idea mai realizzata, ma mai dimenticata.

  • Giocatori: 2
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