Nel cuore dell’antico Mesopotamia, i giocatori collaborano per erigere le sette meraviglie del mondo antico — ma solo sette. L’ottava rimarrà mai completata, e questo è il segreto del gioco: la cooperazione ha un prezzo. Ognuno di voi contribuisce con carte a costruire i monumenti, ma cerca anche di essere il più influente in ogni progetto per raccogliere dischi punti nelle quattro diverse categorie. Non è un semplice lavoro di squadra: durante il turno degli altri, puoi offrire carte strategiche, negoziare scambi e guadagnare punti proprio mentre gli altri agiscono. Le offerte ben calibrate possono portarti dischi preziosi o addirittura vantaggi decisivi. Vincere non significa costruire di più: conta chi ha raccolto il maggior numero di set completi, chi ha influenzato le costruzioni più redditizie e chi sa quando fermarsi. Il gioco termina improvvisamente, quando un giocatore prende l’ultimo disco di una delle quattro categorie — un momento che tutti possono anticipare con le proprie mosse. La tensione cresce man mano che i dischi scarseggiano, e ogni decisione diventa cruciale. Le meccaniche si intrecciano: gestione della mano, asta silenziosa tra carte, raccolta di set. Reiner Knizia ha progettato un equilibrio sottile, e molti preferiscono giocare senza le carte azione aggiunte successivamente dal publisher: più pulito, più profondo. Un gioco che sembra diretto ma nasconde una danza fine tra altruismo e calcolo. Meno di un’ora per capire perché l’ottava meraviglia non fu mai costruita — e chi ne ha tratto il massimo vantaggio.
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