Twister

(1966)
4.6/10 (5,484 voti)

Twister è quel gioco che trasforma il salotto in una pista da ballo un po’ pazza. Sul pavimento stendi un grande tappeto colorato con cerchi rossi, blu, gialli e verdi: quattro colori, ventiquattro posti, e la sfida è non cadere. Ogni turno, il moderatore gira una freccia che indica un colore e una parte del corpo — “mano destra sul rosso”, “piede sinistro sul verde” — e tutti devono posizionarla lì. Se già ci sei, spostati su un altro cerchio dello stesso colore. Niente sovrapposizioni: due mani non possono stare nello stesso cerchio, e se ti appoggi con il gomito o il ginocchio al pavimento… sei fuori. Non si tratta di strategia, ma di equilibrio, flessibilità e un po’ di fortuna. Più giocatori ci sono, più diventa caotico: ti ritrovi a contorcere le gambe come un acrobata mentre qualcun altro ti blocca la strada. Il gioco finisce quando resta l’ultimo in piedi — o meglio, l’ultimo che non è caduto ridendo. Nato nel 1966, Twister ha fatto storia quando Johnny Carson lo ha giocato in tv con Eva Gabor: da allora, ogni famiglia ha almeno un ricordo di contorsioni imbarazzanti e risate isteriche. Non serve essere atleti. Basta avere voglia di divertirsi — e un pavimento che si può pulire.

  • Giocatori: 2-4
  • Durata: 10 min
  • Età Minima: 6+
  • Complessità: (1.09)

Artisti: (Uncredited)

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