C., quando le frontiere crollano sotto l’urto di popoli in movimento e i generali ribelli minano l’autorità imperiale. Due giocatori si affrontano: uno guida l’Impero, con le sue due metà — Orientale e Occidentale — l’altro gli invasori barbari e i tiranni che cercano di spartirne il cadavere. Ogni turno rappresenta un anno, e ogni punto forza corrisponde a mille soldati: una scala realistica per gestire eserciti in movimento attraverso un’Europa frammentata. Il gioco alterna fasi strategiche e combattimenti, dove i dadi — un normale e uno a dieci facce — decidono il destino delle battaglie, mentre le carte dei stratagemmi permettono sollevazioni, usurpazioni e manovre politiche imprevedibili. A ogni turno, il ruolo di chi agisce per primo può cambiare, aggiungendo tensione e imprevedibilità. I grandi personaggi storici entrano in scena al momento giusto, ma non sono immortali: la morte di un generale può ribaltare l’equilibrio del potere. Vincere non significa conquistare Roma, ma accumulare più punti vittoria dell’avversario, bilanciando controllo territoriale, stabilità politica e successo militare. Un gioco profondo, lento, che richiede pazienza e visione: non un’epopea di gloria, ma una lenta dissoluzione da gestire con astuzia.
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