Under the Lily Banners

(2005)
7.6/10 (333 voti)

Questo gioco non è un semplice wargame: è una ricostruzione tattica precisa, quasi archeologica, di cinque battaglie decisive tra il 1643 e il 1648, quando la Francia emerge dalle ceneri del conflitto come potenza militare. Qui non si combatte per ideali astratti, ma per terreni, posizioni, onore e sopravvivenza.

Ogni battaglia è un puzzle complesso da risolvere con le armi a tua disposizione: battaglioni di fanteria in formazioni compatte, reggimenti di cavalleria pronti all’assalto, batterie d’artiglieria che sparano a palla o a mitraglia. Il campo è diviso in esagoni, e ogni unità ha un ruolo preciso. Ma la vera sfida non sta solo nel muovere i pezzi: devi gestire le ali dell’esercito, ciascuna guidata da un comandante con un ordine specifico che ne limita le azioni. Un generale potrebbe essere autorizzato a caricare ma non ad arretrare; un altro può tenere posizioni ma non attaccare senza permesso. Devi coordinarle come un orchestrale, sapendo quando spingere, quando attendere, quando sacrificare una parte per salvare il tutto.

La meccanica è semplice nella sua logica: tiri di dado per i combattimenti, regole dettagliate per le cariche di cavalleria, l’uso dei moschetti in fuoco di disturbo o a distanza ravvicinata, e l’effetto devastante dell’artiglieria che spazza i terreni aperti. Le battaglie non sono scontri isolati: durano ore, talvolta giorni, come a Freiburg, dove il terreno accidentato e le trincee trasformarono lo scontro in una lenta macina di vite. Qui la stanchezza conta quanto il coraggio.

Le cinque battaglie raccontate non sono scelte a caso: sono tappe fondamentali della storia francese. A Rocroi, nel 1643, il giovane Enghien — poi Grand Condé — sfida i tercios spagnoli, considerati invincibili, e li annienta con una manovra audace che cambia l’equilibrio del continente. A Freiburg, insieme a Turenne, affronta le fortificazioni bavaresi in un conflitto logorante che dura tre giorni. A Mergentheim, la sorpresa e il disordine fanno da padrone: una piccola battaglia per imparare i fondamenti. A Alerheim, nel 1645, l’intero esercito francese è sull’orlo del collasso quando il comandante bavarese cade in mezzo al caos e Turenne ne approfitta per ribaltare la situazione. E infine, a Lens nel 1648, Condé inganna gli spagnoli: invece di attaccare l’altura, finge una ritirata, trascinando il nemico in un ingaggio disordinato dove i tercios, pur distruggendo la guardia francese, rimangono isolati e catturati.

Il gioco non ti chiede di vincere a tutti i costi: ti chiede di comprendere. Di sentire il peso delle decisioni, l’incertezza del campo di battaglia, le conseguenze di un ordine mal posto o di una carica troppo presto. Le mappe sono dettagliate, i contrassegni precisi, e la regolamentazione — seppure densa — è scritta per essere usata, non solo letta. Non serve un’intera giornata per giocare: ogni battaglia si conclude in poche ore, ma lascia un segno.

Under the Lily Banners non è un gioco da tavolo qualunque. È una finestra su un’epoca in cui la guerra cambiò forma, dove l’organizzazione superava il valore individuale e i generali imparavano che la vittoria non si conquista con il coraggio solo, ma con la disciplina, il tempo e la pazienza. Non c’è magia qui: solo polvere da sparo, sudore, sangue e strategia. E se vuoi capire come nacque l’esercito moderno, questo è il posto giusto per cominciare.

  • Giocatori: 1-2
  • Età Minima: 12+
  • Complessità: (3.64)

Artisti: Mark Simonitch, Rodger B. MacGowan

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