Unentschieden è l’epilogo epico di una guerra che cambiò il corso della storia: la campagna dell’Est tra Germania e Unione Sovietica dal 1942 al 1945. È un’estensione obbligata per chi ha già vissuto Drang Nach Osten!, ma anche un viaggio autonomo per i giocatori esperti che cercano una simulazione profonda, senza compromessi, di uno dei teatri più devastanti della Seconda Guerra Mondiale.
Il gioco si svolge su una mappa ingrandita e dettagliata che copre l’Europa orientale fino ai confini sovietici del 1945, con un sistema a esagoni che permette movimenti tatticamente complessi e battaglie su larga scala. Ogni turno rappresenta due settimane: 52 turni in totale, da giugno ’41 a febbraio ’45, durante i quali le forze tedesche cercano di mantenere l’iniziativa mentre i sovietici costruiscono la loro macchina bellica e spingono verso Berlino.
I pezzi sono migliaia: divisioni, corpi meccanizzati, brigate, battaglioni e gruppi aerei, tutti con caratteristiche specifiche e logistica da gestire. Le unità si rafforzano, si dissolvono o vengono sostituite in base alle perdite reali storiche; le risorse scarseggiano, i trasporti sono vulnerabili, il clima diventa un avversario invisibile ma letale. I dadi determinano gli esiti degli scontri, ma la vera sfida sta nel bilanciare offesa e difesa, anticipare i movimenti nemiche, gestire linee di rifornimento che si allungano fino a spezzarsi.
Non è un gioco per tutti: richiede ore, pazienza, attenzione ai dettagli. Ma chi lo affronta trova una ricostruzione senza retorica, dove ogni ritirata, ogni controffensiva, ogni perdita di una divisione ha un peso storico e tattico. È l’ultimo atto di un conflitto che non aveva vincitori: Unentschieden — il pareggio — è il titolo perfetto per un gioco che racconta la fine di un impero, e l’inizio della sua caduta.
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