Nel cuore di un’antica centrale elettrica abbandonata, le turbine continuano a girare, sibilando corrente ad alta tensione. Tu e il tuo avversario siete gli ingegneri che devono controllare il flusso di energia, ma attenzione: lui sta manomettendo i circuiti per deviare la corrente verso di te. Ogni mossa conta.
Sul tavolo ci sono quattro aree colorate, ognuna con un terminale a due facce: più o meno. I tuoi carte, in colori coordinati, vanno posizionate su questi terminali — i tuoi o quelli del tuo avversario. Ogni turno puoi scegliere tra tre mosse: giocare una carta e pescarne un’altra, giocare due carte di colori diversi oppure pescare due carte. L’obiettivo? Accumulare cinque carte su uno stesso terminale. Quando succede, il terminale si attiva: se è a faccia “più”, vince chi ha la carta con valore più alto; se è a faccia “meno”, vince chi ha quella con valore più basso. Il primo a conquistare quattro punti porta via tutta l’energia.
Il gioco è veloce, diretto e pieno di piccole scelte che sembrano banali ma cambiano tutto: quando giocare la tua carta alta? Quando rischiare di aiutare l’avversario per bloccargli un terminale? E se il tuo avversario ti costringe a pescare due carte, cosa scegli di tenere?
Voltage non ha bisogno di regole complicate. Non serve una lunga partita per capirlo: basta una manciata di minuti e già senti la tensione salire. È un duello tra due menti che giocano con i numeri, i colori e il tempo — tutto in un pacchetto tascabile, perfetto per un caffè veloce o per chi vuole sfidare qualcuno senza appesantirsi. La fortuna c’è, ma la strategia fa la differenza. E a volte, basta una carta sbagliata per lasciare l’avversario al buio.
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