Febbraio 1943: a Stalingrado, i resti della VI armata tedesca vengono annientati mentre l’Armata Rossa avanza inarrestabile verso sud. Ma proprio quando sembra che il destino dell’Est sia segnato, un contrattacco inaspettato cambia tutto. Field Marshal von Manstein, tra le pressioni di Hitler e l’avanzata sovietica, riunisce frammenti di panzer, kampfgruppen e reparti strappati da altri fronti per lanciare una mossa audace: un colpo di reni che sconvolge i piani nemici.
Von Manstein’s Backhand Blow ti porta su questa linea di combattimento, dove ogni turno copre due giorni e ogni esagono rappresenta otto chilometri. I sovietici muovono con corpi d’armata e divisioni in massa; i tedeschi rispondono con unità più piccole ma flessibili — reggimenti, gruppi misti, battaglioni — creati sul momento per tappare le falle. Il sistema di gioco, ereditato dai classici della serie Turning the Tables, si basa su un meccanismo a gettoni che determina i risultati degli scontri: non sai mai con certezza cosa accadrà in battaglia, e questo rende ogni partita imprevedibile. Le sorprese arrivano anche dalle carte degli eventi casuali, che possono ribaltare l’andamento di un’offensiva o bloccare una ritirata proprio quando sembra più disperata.
Il gioco è pensato per due giocatori, ma funziona benissimo anche da solista: la componente casuale e il bisogno di adattarsi a eventi imprevisti lo rendono un’esperienza coinvolgente per chi vuole vivere le incertezze del campo di battaglia senza un avversario umano. La mappa copre una vasta porzione della Russia meridionale, da Rostov alle steppe intorno a Kharkov, con linee di rifornimento sottili e terreni che favoriscono la manovra o ne ostacolano l’azione.
L’attenzione ai dettagli storici è minuziosa: le unità sono ricostruite grazie a fonti tedesche e russe, con kampfgruppen reali e composizioni di divisioni verificate. Non c’è una soluzione perfetta, né un piano infallibile. Vincerai se riuscirai a contenere l’avanzata sovietica abbastanza a lungo da permettere ai panzer di colpire nel punto giusto — o se, come sovietici, saprai sfruttare la superiorità numerica prima che i tedeschi chiudano la trappola. È un gioco dove il tempo è nemico, l’incertezza regna e ogni mossa ha un prezzo. Nessun risultato è garantito: solo la decisione, l’adattamento e qualche fortuna possono decidere le sorti della guerra.
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