Non è un’ipotesi teorica: sono scenari realistici, basati su crisi storiche che potrebbero aver sfociato nella guerra totale tra NATO e Patto di Varsavia.
Il gioco ti fa vivere sette possibili aperture al disastro: dalla tensione a Berlino nel '61, allo scontro nucleare in Medio Oriente durante la Guerra del Kippur; dal colpo di stato sovietico durante la crisi polacca dell’81 fino a un attacco preventivo dei radicali del Cremlino nel 1976. Ogni scenario parte da una situazione reale, poi svolge il filo della storia lungo percorsi alternativi dove ogni mossa conta. La mappa strategica copre l’intero emisfero, con eserciti che si muovono a 400 km per hex e combattimenti dettagliati su una mappa europea più ravvicinata. I turni durano due mesi: ogni decisione ha un peso temporale reale.
Si gioca con dadi, griglia esagonale e simulazione di logistica, movimento e distruzione. Oltre 600 contatori rappresentano unità militari, basi, riserve nucleari e forze aeree. Le regole sono complesse ma coerenti: non si tratta di azione rapida, ma di pianificazione strategica su scala continentale. Il gioco richiede pazienza, attenzione ai dettagli e capacità di anticipare le mosse dell’avversario.
Non c’è un’unica via per vincere: puoi cercare la vittoria militare totale, oppure esaurire le risorse nemiche, o forzare una resa politica. Il vero obiettivo è capire quanto sia fragile il confine tra tensione e catastrofe.
Nominato per i Charles S. Roberts Awards nel 2005 come miglior wargame d’epoca moderna, Dropshot II/III non è un gioco da tavolo qualunque: è una macchina del tempo che ti fa respirare l'atmosfera di un mondo sull’orlo dell’abisso.
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