Nel 2038, l’umanità ha spinto i suoi confini fino alle profondità degli oceani e ai margini dello spazio, ma non tutti hanno gradito il prezzo di quel progresso. Creature nate dall’ingegneria genetica — rettili, felini, anfibi — ora camminano tra gli uomini, sfruttate come manodopera o temute come minacce. Pacifica, una città galleggiante al largo del Giappone, è il cuore di questa tensione: qui si estrae petrolio, si studia l’energia geotermica e si combatte per il controllo della rete cybernetica che tiene insieme tutto.
Tu sei un Buka, un mercenario senza legami, un ladro con una missione. Non lavori per i corpi governativi né per le grandi corporazioni: agisci nell’ombra, tra corridoi allagati e stanze sommerse, mentre l’acqua sale e la tecnologia si ribella. Ogni operazione è un equilibrio precario tra combattimento fisico e guerra digitale. I tuoi nemici? Altri Buka, insorti armati fino ai denti o intelligenze artificiali che hanno preso il controllo dei sistemi della città.
Il gioco si svolge su una mappa modulare che puoi costruire come vuoi: un centro commerciale inondata, un impianto geotermico sommerso, un laboratorio dove l’acqua scorre tra i cavi. Le battaglie sono risolte con dadi — movimenti, colpi, difese — ma il vero cuore del conflitto è la rete: 44 carte rappresentano attacchi informatici, sabotaggi e intrusioni che possono disabilitare armi, chiudere porte o far crollare i sistemi di ventilazione. Ogni giocatore ha poteri unici, abilità diverse da sfruttare in modo strategico: uno può controllare le acque, un altro manipolare i sensori, un terzo infiltrarsi nei circuiti come un’entità digitale.
L’obiettivo non è semplicemente eliminare gli avversari. Devi completare missioni nascoste, rubare dati critici o sabotare l’impianto principale prima che il tempo scada. Vincere richiede adattabilità: un attacco diretto può fallire se la rete è sotto controllo nemico; una vittoria digitale non serve se i tuoi soldati sono annegati.
Wetwar non ti offre regole rigide, ma un mondo che respira. L’acqua cambia il modo di muoversi, l’elettronica si spegne con un colpo di corrente, e ogni edificio diventa un labirinto vivente. È un gioco per chi ama combinare azione fisica con inganno digitale, dove la vittoria non sta nel più forte, ma in chi sa usare l’ambiente come arma. Un gioco dimenticato, ma ancora perfetto per chi cerca qualcosa di diverso da una semplice battaglia.
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