Immagina un gioco dove le parole diventano libri e ogni mossa è una scommessa sulla tua intelligenza. Word Power, uscito nel 1963, ti trasforma in un editore ambizioso che deve pubblicare dieci opere o accumulare centomila dollari per vincere. Ogni giocatore parte con ventimila dollari e quattro carte, ciascuna con una parola principale — come “letargia” — e quattro alternative numerate: “1. potenza, 2. mutabilità, 3. felicità, 4. vigore”.
Il tabellone è un cerchio pieno di caselle magiche: alcune ti chiedono di giocare sinonimi, altre antonimi. Se sei su una casella “antinimo” e hai la carta con “vigor” (numero 4), puoi posizionarla sulla casella contrassegnata dal numero 4 per costruire un pezzo del tuo libro. Quando completi tutti e quattro i numeri, il tuo libro è pubblicato: svuoti le caselle e inizi da capo. Puoi anche pubblicare un libro se riesci a giocare tutte e quattro le carte che hai in mano in una sola mossa, o semplicemente passando dalla casella “Partenza”.
Ma attenzione: nessuno ti crede? Qualcuno può sfidarti. Se pensi che un giocatore abbia sbagliato a collegare la parola, puoi puntare mille dollari e dichiarare quale dovrebbe essere la risposta giusta. L’altro può accettare, raddoppiare, o continuare a scommettere finché uno dei due si arrende. Chi ha ragione incassa il montepremi; se sbagliavi tu, la carta torna in mano tua.
Ogni turno finisce con un nuovo pescaggio: devi sempre avere quattro carte in mano. Alcune caselle ti fanno guadagnare, altre ti costringono a dare soldi o passare carte agli avversari. È un gioco leggero ma pieno di colpi di scena: non conta solo il vocabolario, ma anche la tua capacità di bluffare, scommettere e capire quando qualcuno sta mentendo.
Vinci se arrivi per primo a dieci libri o a centomila dollari — ma nel frattempo, ogni mossa ti farà sorridere, dubitare… e forse persino imparare una parola nuova.
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