Worldmaster è un gioco di conquista e parole che mescola l’ambizione geopolitica di Risk con la semplicità incantata di Scrabble Junior. Sul tavolo si stende una mappa del mondo semplificata, dove ogni paese è scritto come una parola, lettera per lettera, dentro piccoli riquadri pronti ad accogliere i tuoi tessuti colorati. Ogni nazione ha uno o due cerchi numerati: indicano quante lettere devi coprire con il tuo colore per conquistarla del tutto.
Ognuno di voi riceve un sacchetto pieno di tessere con le lettere dell’alfabeto, abbastanza da ricoprire l’intera mappa. Durante il tuo turno, puoi posizionare una o più lettere dove vuoi — anche in paesi già occupati dall’avversario — oppure tenerti i tuoi pezzi per giocarli tutti insieme. Alla fine del turno, devi sempre pescare quattro nuove tessere: non si può mai restare senza opzioni.
Quando riesci a coprire esattamente il numero di lettere richiesto da un paese — e solo se sei tu l’unico a farlo — conquisti quel territorio con una bandierina del tuo colore. Ma attenzione: due nazioni possono essere divise tra i giocatori, se entrambi hanno coperto le lettere necessarie. La vera sfida è collegare otto paesi conquistati in un’unica catena continua. Se giochi con la variante degli aeroporti, ne servono undici: due lettere speciali ti permettono di costruire un anello che trasforma una bandierina in un punto di volo, collegando distanze impossibili.
Worldmaster non è un gioco da esperti né da strategi ossessivi. È veloce, leggero e pieno di colpi di scena: a volte vinci perché l’avversario ha sbagliato a contare le lettere, altre perché hai sfruttato al meglio una parola lunga in un continente isolato. Non serve conoscere la geografia: basta avere occhio per i collegamenti e un po’ di fortuna con le tessere. E quando finalmente chiudi il tuo impero, non importa se è fatto di Italia, Canada o Papua Nuova Guinea — l’importante è che siano tutti uniti.
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