Wings of War Miniatures: Fokker DR I Von Richthofen

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Wings of War - Miniatures

Ciascun Wings of War Miniatures Airplane Pack contiene un modello completo, già dipinto ed assemblato, che può essere usato nei nostri giochiWings of War e Wings of War Miniatures. All’interno di ogni pack vi è tutto il necessario per giocare, inclusa un base di gioco che permette di variare l’altitudine e lo speciale mazzo di carte con le manovre dell’aereo. 
E’ comunque necessario possedere un set di Wings of War o di Wings of War Miniatures per giocare. 

CONTENUTO:

Ciascun Wings of War Airplane Pack include:

- un modello in scala 1/144 
- la base di gioco 
- un mazzo di carte Manovra. 

Il barone Manfred von Richthofen, il più famoso asso della Prima Guerra Mondiale, nacque a Breslau, in Slesia, il 2 Maggio 1892 da una famiglia aristocratica prussiana. 
Nel 1911, uscito dall'Accademia Militare, Richthofen entrò in cavalleria e nell'autunno 1912 divenne ufficiale del Reggimento Ulani Kaiser Alexander III. von Russland (1. westpreußisches). Allo scoppio del conflitto fu impegnato nei pressi della frontiera con la Russia, ma dopo pochi mesi fu inviato in Belgio e poi in Francia. 

Esasperato dallo scarso utilizzo dei reparti di cavalleria al fronte, alla fine del maggio 1915 il giovane Manfred ottenne il trasferimento nella Fliegertruppe, l'aviazione tedesca, dove incominciò subito l'addestramento come osservatore. Entusiasta della nuova esperienza, nel giugno 1915 fu mandato sul fronte russo, con il Feldfiegerabtedung 69. Trasferito sul fronte dello Champagne, abbatté un Farman che però non gli venne riconosciuto perché precipitato dietro le linee alleate. 

Richthofen, desideroso di dimostrare la sua abilità e spinto dall'ambizione, decise di diventare pilota da combattimento ma gli inizi non furono semplici: il 10 ottobre 1915, con pochissime ore di addestramento, volò per la prima volta da solo ma durante l’atterraggio danneggiò gravemente l’aereo. 

Respinto al primo tentativo di diventare pilota, non si scoraggiò e riprese l’addestramento nei pressi di Berlino, riuscendo a superare l'esame alla fine di dicembre. Assegnato al Kampfgeschwader 2, nei pressi di Verdun, cominciò a dare prova della propria abilità come aviatore ai comandi di un Albatros B.II e poi di un caccia Fokker Eindecker, con cui il 26 aprile 1916 ottenne una seconda vittoria non riconosciuta, un Nieuport francese. 

Fu poi inviato di nuovo sul fronte russo, per contrastare la massiccia e sanguinosa "offensiva Brusilov", lanciata dall'omonimo generale russo nell'attuale Ucraina il 4 giugno 1916. Richthofen si ritrovò nuovamente a pilotare aerei biposto: un Roland C.II da lui utilizzato all'epoca è incluso nel booster pack "Wings of War - Recon patrol". 

Nell'agosto del 1916 Manfred partì per la Francia assieme al tenente Oswald Boelke, che lo aveva selezionato con altri piloti scelti per formare la Jasta 2. Il 17 Settembre 1916 Richthofen abbatté il suo primo aereo nemico: iniziava l’epopea del pilota che, presto, sarebbe stato per tutti il temuto “Barone Rosso”. Il 18 Ottobre 1916 Boelcke morì in un incidente aereo a causa di una collisione. La morte del maestro e amico colpì profondamente Richthofen, che pure non si perse d'animo: il 9 Novembre 1916 abbatté il suo ottavo aereo nemico ricevendo la prima onorificenza. 

Il 23 Novembre 1916 Manfred dimostrò ancora il suo valore e la sua abilità abbattendo il Maggiore Lanoe Hawker, asso dell'aviazione inglese. Il 4 Gennaio 1917, dopo aver abbattuto il suo sedicesimo aereo nemico, Richthofen divenne il miglior pilota da combattimento tedesco di tutti i tempi e ottenne la promozione a Capitano: gli venne assegnato il comando della Jasta 11 e, due giorni dopo, venne insignito dell’Ordine "Pour le Mérite", la più alta onorificenza tedesca. In quei giorni Manfred von Richthofen decise di dipingere il suo aereo di rosso, un colore che lo rendeva facilmente riconoscibile e che, al tempo stesso, era il colore che contraddistingueva il suo vecchio reggimento di cavalleria. Anche gli altri piloti della squadriglia Jasta 11, orgogliosi di essere comandati dal più grande pilota tedesco di tutti i tempi, iniziarono ad ornare con qualcosa di rosso i propri velivoli. 

Nel marzo 1917 Richthofen venne abbattuto per la prima volta, ma non riportò ferite e tornò immediatamente al fronte. Il 2 aprile dello stesso anno abbatté il suo trentaduesimo aereo nemico inaugurando quello che, inseguito, gli Alleati chiameranno "l'Aprile di sangue". Durante questo mese Manfred abbatté ventuno velivoli avversari e le forze inglesi, nella sola giornata del 6 aprile, persero ben quarantaquattro aerei. Gli Alleati decisero di istituire una squadriglia con il preciso compito di abbattere l'aereo del Barone Rosso, che ormai aveva raggiunto una fama straordinaria. 

Poco tempo dopo gli fu assegnato il comando di una nuova squadriglia di caccia, lo Jagdeschwader I, composto dai più abili piloti della Fliegertruppe. Si Trattava di una formazione straordinaria. Richthofen volava ora alla guida di un agile triplano Fokker Dr. I, sempre dipinto di rosso, mentre gli altri piloti della squadriglia avevano colorato i propri velivoli nei modi più disparati. Proprio per le eccezionali abilità dei piloti, la squadriglia di Manfred veniva chiamata dagli aviatori alleati "il Circo Volante di von Richthofen". 

Dopo un mese al comando dello JG1, Manfred venne ferito abbastanza gravemente durante uno scontro: lo Stato Maggiore tedesco, preoccupato di perdere il suo più noto e temuto asso, decise di vietare a Richthofen di volare ancora contro il nemico, a meno che non fosse indispensabile. I voli del Barone Rosso si ridussero ma non cessarono. 

Il 21 aprile 1918 il Barone Rosso inseguiva sulla Somme il giovane pilota australiano Wilfrid "Wop" May che, con il suo Sopwith Camel, tentava disperatamente di evitare i colpi nemici. Mentre May sembrava ormai spacciato, intervenne in suo aiuto il pilota canadese Arthur "Roy" Brown che, giunto alle spalle di Richthofen, aprì il fuoco. Colpito lievemente, il Fokker rosso continuò la sua corsa verso le linee degli Alleati ancora per un minuto: poi si schiantò a terra. Non sembrava che l'aereo avesse riportato danni così gravi da determinarne la caduta, ma il mitico Barone Rosso giaceva privo di vita.

L'abbattimento dell'asso tedesco venne attribuito al Capitano Brown, ma con ogni probabilità ad ucciderlo fu un colpo sparato dalla contraerea australiana, sembra dal Sergente Popkin o dall'artigliere Robert Buie. Così, prima d’aver compiuto 26 anni, si concludeva a Vaux sur Somme la straordinaria avventura del più grande pilota da combattimento di tutti i tempi 

Il corpo del Barone Manfred von Richthofen venne recuperato dagli alleati e ad esso gli Australiani tributarono un funerale militare con ogni onore. Dopo la fine della guerra, le spoglie del Barone Rosso furono riesumate e vennero nuovamente sepolte, dopo una grande cerimonia a Berlino, nella cappella di famiglia a Wiesbaden. 

Von Richthofen amò molto il Dr.I, che secondo lui "si arrampicava come una scimmia e manovrava come il diavolo": ricevette il secondo prototipo il 21 agosto 1917 ed arrivò a disporre di tre esemplari contemporaneamente per averne sempre uno in efficienza. Tra gli apparecchi su cui ha volato vi sono gli esemplari 114/17, 127/17, 141/17, 152/17, 477/17 e 425/17. Sui Dr.I egli conquistò le sue ultime 21 vittorie. 

L' esemplare da noi riprodotto è il 425/17, consegnato allo Jagdeschwader I con la tipica colorazione di fabbrica verde sulle superfici superiori e azzurra su quelle inferiori. Il Barone Rosso vi ha ottenuto la sua settantanovesima e ottantesima vittoria: due Sopwith Camel abbattuti il 20 aprile. E' lo stesso apparecchio su cui il giorno dopo viene a sua volta abbattuto. Al momento di questi fatti, però, le croci sono state sostituite con il nuovo tipo, a braccia dritte, introdotto nel 1918. 

Pare che il celebre apparecchio sia stato in seguito conservato a Berlino e venisse messo in salvo prima dei massicci bombardamenti della seconda guerra mondiale, mandandolo in Pomerania o in altre zone ora polacche. Secondo le testimonianze di un abitante del posto, suffragate dalla ricerca del professor Steinle del Deutsches Technik Museum di Berlino, ali e fusoliera erano esposte in una sala da ballo e furono utilizzate come combustibile durante un inverno particolarmente rigido.

 
Scheda tecnica
Durata 30 min
Età 13+
Anno di prima pubblicazione 2012
Giocatori Minimo 2
Meccanica Simulazione Eventi / Situazioni
Meccanica Azioni Simultanee
Ambientazione Prima Guerra Mondiale
Valutazione BGG 8.1
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