Acquire

(1963)
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Acquire è un gioco di strategia economica dove ogni mossa conta, e i soldi non sono mai abbastanza. Nato nel 1963 per mano di Sid Sackson, questo classico del tavolo mescola intuito finanziario, gestione delle risorse e una buona dose di tensione: chi riesce a controllare le aziende più grandi prima che vengano inghiottite dai concorrenti, vince. Non si tratta solo di acquistare azioni: qui bisogna prevedere, anticipare e saper rinunciare.

Il gioco si svolge su una griglia quadrata dove i giocatori posizionano tessere per formare catene di hotel, ristoranti o altre attività commerciali. Ogni volta che una nuova tessera viene messa in gioco, può far crescere un’azienda esistente, crearne una nuova o fondere due aziende già presenti. È proprio qui che la vera sfida si accende: quando due catene si uniscono, il giocatore con più azioni nella compagnia assorbita riceve un bonus in denaro — e questo può cambiare completamente l’andamento della partita. Ma attenzione: chi ha la maggioranza non guadagna solo soldi, ma anche il diritto di scambiare le proprie azioni con quelle dell’azienda più grande a un vantaggioso tasso 2:1. È un momento cruciale, in cui si può raddoppiare l’influenza o, se sbagliato, perdere tutto.

Ogni giocatore parte con una manciata di azioni e un budget limitato. Deve decidere quando investire, quando tenersi i soldi per il futuro e soprattutto: chi deve sostenere? Un’azienda piccola ma promettente o una già grande che potrebbe fondersi da un momento all’altro? Le scelte sono sempre difficili. Tenere troppe azioni in una catena rischia di bloccare il capitale, mentre puntare su troppe aziende contemporaneamente può portare a essere solo un socio minore — e quindi senza bonus. La gestione della mano è fondamentale: ogni tessera che si gioca deve essere ponderata con cura, perché non ne hai molte e ognuna può cambiare il corso del gioco.

La partita termina quando una catena raggiunge una certa dimensione — di solito undici tessere — oppure quando tutti i giocatori decidono che è ora di chiudere. A quel punto, si vendono le azioni rimaste: quelle delle aziende più grandi valgono molto, ma anche quelle delle piccole hanno un prezzo. Chi ha saputo bilanciare investimenti, fusioni e liquidazioni accumula il maggior patrimonio. Non c’è una sola strada per vincere: alcuni giocatori puntano su poche catene dominate con decisione; altri preferiscono muoversi in ombra, aspettando la fusione perfetta per raccogliere i frutti.

Acquire non è un gioco veloce né semplice. Richiede attenzione, calcolo e una certa capacità di leggere gli avversari. Ma proprio questa complessità lo rende profondo: ogni partita è diversa, perché dipende dalle tessere che escono, dai movimenti degli altri e dal momento giusto per agire. Non c’è fortuna a decidere chi vince — solo scelte ben ponderate. E anche se le edizioni sono cambiate nel tempo, da quelle in legno della 3M agli aggiornamenti moderni di Renegade Game Studio, il cuore del gioco è rimasto intatto: un’esperienza dove i soldi non si creano, ma si costruiscono con pazienza, astuzia e un po’ di coraggio. È un gioco che ti insegna a pensare come un imprenditore — senza bisogno di una laurea in economia. E se hai mai sognato di guidare un impero dal tuo salotto, Acquire è il posto perfetto per cominciare.

  • Giocatori: 2-6
  • Durata: 90 min
  • Età Minima: 12+
  • Complessità: (2.49)

Artisti: Anita Osburn, Eric Hibbeler, Peter Whitley, Scott O'Gara, Scott Okumura

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