La città brucia. Dopo la Guerra del Fiume Furioso, le fazioni che un tempo combattevano insieme contro i mostri delle terre selvagge ora si sbranano tra loro per il potere. I templi sono in rovina, i mercati paralizzati, e gli eserciti di barbari pronti a invadere. Nessuno ha più la forza di unire le genti. Ma tu puoi farlo.
In Allegiance: War of Factions, sei uno dei pochi signori ancora in piedi, con il coraggio e l’astuzia per riconquistare il controllo della città. Non si tratta solo di accumulare carte o vincere scontri: devi costruire alleanze instabili, manipolare le fazioni rivali, sfruttare la paura e la sete di vendetta dei tuoi alleati. Ogni turno è un equilibrio tra diplomazia e tradimento. Puoi chiedere aiuto agli eserciti veterani che ancora odorano di sangue, affidarti alla devozione della Dea Kalim per ottenere protezione divina, o sfruttare il potere economico della Casa Mosfin per comprare fedeltà con monete e risorse. Ma attenzione: chi oggi ti sostiene domani potrebbe voltarti le spalle.
Il gioco gira intorno a una meccanica di draft aperto, dove tutti i giocatori scelgono simultaneamente le proprie fazioni da un mazzo comune, creando dinamiche imprevedibili. Ogni carta non è solo un’unità o un edificio: rappresenta un’idea, una promessa, un debito. I dadi determinano i combattimenti, ma la memoria e l’intuizione contano di più — ricordare chi ha giocato cosa, chi ha tradito in passato, chi sta nascondendo qualcosa è fondamentale per sopravvivere.
Non vince chi accumula più punti: vince chi riesce a dominare tre aree cruciali della città — politica, religione ed economia — prima che gli altri lo distruggano. E non c’è modo sicuro di farlo. Le alleanze sono temporanee, le risorse scarse, e il tempo scorre veloce. Un attacco inaspettato da un alleato può cancellare mesi di piano. Una mossa disperata, come invocare i mostri della foresta per spaventare gli avversari, potrebbe cambiare tutto.
Allegiance non è un gioco dove si aspetta il proprio turno: sei sempre coinvolto. Ogni azione degli altri ti obbliga a reagire, a negoziare, a minacciare. È un gioco di relazioni umane, in cui le carte sono solo lo strumento per esprimere ambizione, paura e inganno. Se ami i giochi dove il potere si costruisce con parole più che con spade, questo è il tuo campo di battaglia.
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