Un’intera serata dedicata a un delitto che nessuno ha commesso… o forse sì.
An Evening of Murder: Breaking Point ti porta su una costa isolata, dove il faro di Breaking Point non si è mai spento — fino a quella notte.
La tempesta si è abbattuta senza avvertire, la nebbia ha inghiottito ogni luce e, quando i pescatori sono tornati a riva, hanno trovato Willard Dobbs, il guardiano del faro, morto ai piedi delle scale. Nessuno lo ha sentito gridare. Nessuno ha visto nessuno salire. Ma tutti sapevano qualcosa di lui.
Ogni giocatore interpreta uno dei sette sospetti: il capitano Robert Osborne, rigido e inflessibile; Lynda Kingsley, agente immobiliare che voleva comprare il faro per trasformarlo in un resort; Sam Halloway, l’uomo della guardia costiera con i conti in rosso; Annie Dobbs, la figlia instabile del defunto, che parlava con le ombre e credeva di sentire la “donna dai fiori bianchi”; Travis Mitchell, il gestore del porto, sempre a corto di soldi e pazienza; la dottoressa Pauline Radford, psicologa radiofonica capace di smascherare i segreti altrui ma non i propri; e Patrick Wilder, miliardario che navigava tra affari oscuri e interessi pericolosi. Infine Shelby Lansing, scrittrice di gialli, che forse ha vissuto troppo da osservatrice… e ora confonde la realtà con le sue storie.
Il gioco si svolge in due fasi: prima, ognuno racconta la propria versione della serata, nascondendo verità e mentendo per proteggersi; poi, durante l’indagine finale, si scelgono i colpevoli con le prove raccolte. Non c’è un vincitore assoluto: il vero successo è scoprire chi ha spezzato la luce del faro — e perché.
Non serve essere un detective per giocare, solo essere curiosi. Le carte sono semplici, i personaggi ben definiti, e ogni partita diventa una storia diversa. È un gioco da tavolo che non si gioca: si vive. E la nebbia, quella sì, non ti lascia mai andare via del tutto.
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