Un’atmosfera di sospetto si avvolge intorno a un elegante caffè digitale, dove otto persone si sono incontrate per la prima volta dopo mesi di conversazioni segrete online. Tutti si conoscono come avatar: Love_King, Zenia, Nympho, Terminator… ma nessuno sa chi sia veramente l’altro. La serata era prevista per festeggiare il fidanzamento virtuale tra Love_King e Zenia, un legame nato nei forum notturni e coltivato con messaggi privati e risate condivise. Ma quando le luci si spengono all’improvviso, tutto cambia. Al ritorno della luce, il cameriere giace a terra, morto, accanto a una ragnatela nera: un ragno vedova. E nel portafoglio del corpo c’è un documento che lo identifica come Alfred Weekes — proprio l’uomo seduto al tavolo, quello che tutti chiamano Love_King.
Ma se lui è vivo… chi è il morto?
Ognuno di voi ha una personalità costruita online, e forse anche un passato nascosto. Cassandra, la “Sorceress”, sembra perfetta ma ha occhi troppo calmi per essere sincera. Pierce, il “Terminator”, parla poco e osserva tutto con freddezza. Roland, il “Hotrod”, viaggia su una Harley con un laptop e un sorriso sfacciato, mentre Stuart, l’“Latrodectus” — nome che non è casuale — ha passato la vita tra tastiere e vecchi computer, senza mai imparare a parlare agli altri. Eliza, Zenia, sogna una famiglia ma forse il suo amore virtuale nasconde qualcosa di più oscuro. Jessie, “Nympho”, sembra libera e impetuosa, ma chi sa cosa nasconde sotto la sua energia? E Phyllis, la “Wildcat”, tace fino a quando non tocca una tastiera: allora diventa un’altra persona.
Il gioco si svolge in due fasi: prima, ognuno legge il proprio dossier segreto e scopre i propri motivi per voler uccidere — o per nascondersi. Poi, durante la serata, si scambiano informazioni, creano alleanze, mentono e cercano indizi tra le conversazioni casuali. Non ci sono carte da giocare né regole rigide: tutto avviene attraverso il dialogo, l’osservazione e la deduzione. Chi ha ucciso? È stato un tradimento nato online? Un rancore che non è mai uscito dallo schermo?
L’obiettivo è scoprire chi sia veramente il killer — e se anche uno di voi stia mentendo su chi crede di essere. Non si vince con punti, ma con la convinzione: chi indovina l’identità del colpevole e il suo movente ha vinto.
Questo gioco non è un semplice mistero da risolvere. È un viaggio dentro le identità che costruiamo per nasconderci, e quel che succede quando quelle maschere cadono. Non serve essere esperti di computer o di detective: basta saper ascoltare, notare i silenzi, capire cosa non viene detto. E forse… riconoscere il proprio riflesso in uno degli altri.
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