C’è un campus universitario, e qualcosa è andato storto. Un incidente nucleare ha trasformato studenti, professori e persino i robot del laboratorio in mostri urlanti e affamati. È il 1993, ma l’atmosfera è quella dei vecchi film degli anni Cinquanta: un po’ sci-fi, un po’ horror da B-movie, tutto con un sorriso storto.
Tu e il tuo avversario vi sfidate in una corsa contro il tempo. Da un lato, i superstiti — il professore Applegate, la sua figlia Penny, il coraggioso ma un po’ scemo Buck e qualche altro personaggio da cartone animato — devono raggiungere la stanza tecnica prima che i mutanti li annientino. Dall’altro, tu controlli l’orda: mostri normali, radioattivi e capi più intelligenti, che avanzano con un ruggito di carta e cartone.
Il gioco si svolge su una mappa a griglia di 25 stanze, dove ogni movimento conta. Devi gestire la linea di vista, lanciare dadi per gli scontri e decidere se attaccare o fuggire. Le pareti sono mobili: puoi chiudere corridoi, bloccare passaggi, creare imboscate. E ogni partita è diversa, perché il layout cambia.
Hai dieci turni per vincere. Se i mutanti arrivano alla stanza tecnica prima del tempo, hanno vinto. Se i superstiti ci arrivano e attivano la porta verso un altro pianeta? Sono salvi. Ma non è facile: Penny viene catturata quasi ogni partita. Il professore continua a dire che forse si può ragionare con loro.
Il tutto su una scatola piccola, con pezzi di cartone leggero e regole che stanno in mezza pagina da capire in un attimo. Niente complessità da esperti, niente minuti persi tra calcoli: solo azione, caos e tanta carne umana che corre via dai mostri. Perfetto per una serata con gli amici, quando vuoi ridere un po’… e vedere chi muore per primo.
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