Autobridge è un gioco da tavolo che trasforma l’apprendimento del bridge in un’esperienza e quasi magica. Nato nel 1938, non è un semplice rompicapo: è una lezione interattiva che ti guida passo dopo passo attraverso mani complesse, come se avessi un maestro accanto a te.
Il gioco si basa su una scatola di legno o cartone con finestrelle scorrevoli. Dentro inserisci una scheda stampata che mostra le carte distribuite ai quattro giocatori — tu sei il dichiarante, gli altri sono “fantasmi”. Decidi la tua mossa, poi sollevi un’anta per scoprire cosa avrebbe fatto l’esperto: Goren, Culbertson o Truscott, tra i più grandi del XX secolo. Ogni suggerimento è accompagnato da una spiegazione chiara nel libretto incluso, che ti svela il ragionamento dietro ogni scelta.
Non c’è punteggio, non vince nessuno: l’obiettivo è imparare. Puoi usarlo per capire i fondamenti o affinare la tua tecnica avanzata, grazie a decine di schede diverse prodotte negli anni. È un oggetto pensato per chi vuole studiare in silenzio, senza pressione, con calma e precisione.
Riposto sugli scaffali delle biblioteche o ritrovato nei mercatini degli anni ’50, Autobridge è una finestra sul passato del bridge — un dispositivo diretto ma geniale che ha formato generazioni di giocatori senza mai dire “sbagliato”, solo “così si potrebbe fare meglio”.
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