Baccarat

(1890)
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Baccarat è un gioco d’azzardo elegante e silenzioso, dove tutto si decide in pochi secondi con due carte. Nato nel XIX secolo, ha trovato casa nei casinò ma conserva un fascino da salotto aristocratico: nessun bluff, nessuna finta, solo numeri che parlano da soli.

Si gioca con mazzi di carte francesi — otto per la versione più diffusa in Nord America, tre o sei nelle varianti europee — mescolati insieme e tenuti in una scarpa da cui vengono distribuite le carte a turno. Due mani si affrontano: il Giocatore e il Banchiere. Ognuno riceve due carte, e il valore di ogni mano è la somma delle sue carte, ma con un trucco: se supera 9, si ignora la decina. Un 7 e un 6 fanno 13 → diventa 3. Le figure valgono zero, l’asso vale uno, le altre carte il loro valore naturale.

L’obiettivo è semplice: avvicinarsi il più possibile al 9. Chi ha la mano più alta vince. Se entrambi hanno lo stesso punteggio, pareggia. Ma qui non basta puntare: bisogna capire chi ha diritto a una terza carta. Nella versione chiamata Punto Banco — quella che trovi nei casinò moderni — le regole per pescare la terza carta sono fisse e automatiche, come un algoritmo. Non c’è scelta: il gioco si svolge da solo, guidato solo dalla fortuna.

Ma non è sempre così. In Europa, soprattutto in Francia, esistono varianti più antiche — Chemin de Fer e Banque — dove i giocatori possono decidere se pescare o no la terza carta. Qui il Banchiere non è un’entità impersonale: può essere uno dei partecipanti, che mette in gioco una parte del proprio denaro contro gli altri. Quando perde, passa il ruolo al vicino. È qui che entra la strategia: scegliere quando fermarsi o rischiare non è solo questione di fortuna, ma di intuito e lettura delle probabilità.

Il Banchiere ha un leggero vantaggio statistico, per questo nei casinò si tassa il 5% sulle vincite su questa mano. È l’unico prelievo: niente altri costi, nessuna complessità inutile. Il gioco è pulito, rapido, quasi meditativo.

Baccarat non ti chiede di essere un genio del poker o un esperto di bluffs. Ti chiede solo di puntare, aspettare e osservare le carte che si rivelano. È il gioco perfetto per chi ama l’eleganza della matematica nascosta sotto la fortuna. E se ti capita di sederti al tavolo con un mazzo di otto carte che scivolano silenziose, potresti scoprire che il vero piacere non è vincere... ma sentire quel momento in cui tutto si decide senza parole.

  • Giocatori: 2-12
  • Età Minima: 18+
  • Complessità: (1.33)

Meccaniche: Scommesse e Bluff

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