Nel buio che precede l’alba del 20 novembre 1917, oltre trecento carri armati britannici avanzano in silenzio lungo il fronte di Cambrai. È la prima volta nella storia che una forza meccanizzata sferra un attacco su larga scala, senza preparazione d’artiglieria tradizionale: l’idea è diretto ma rivoluzionaria — rompere le linee nemiche con velocità e sorpresa. È il primo blitzkrieg, anche se nessuno lo sa ancora.
Due giocatori si affrontano in questa battaglia decisiva: uno comanda gli attaccanti britannici, l’altro i difensori tedeschi. La mappa, composta da 17 esagoni di larghezza e 16 di altezza, rappresenta il campo di battaglia tra Cambrai e Sorel-le-Grand, con strade, boschi e trincee che influenzano ogni movimento. Ogni turno dura circa un’ora di gioco, per un totale di diciassette turni in cui l’equilibrio cambia più volte: i britannici partono con il vento in poppa, ma la loro avanzata si scontra presto contro una difesa tedesca flessibile e ben organizzata.
Il sistema di gioco è diretto ma efficace: turni IGO-UGO alternati, movimento su esagoni, combattimenti risolti con dadi secondo tabelle diverse a seconda del tipo di attacco — standard, mobile, di sondaggio o sorpresa. Il risultato non è mai scontato: un attacco 3 contro 1 può portare all’eliminazione del nemico, a uno scambio reciproco, oppure a una contromanovra in cui il difensore può scegliere se ritirarsi o contrattaccare. I carri armati britannici hanno un potenziale devastante ma sono vulnerabili: ogni turno devono superare un test di usura per non rimanere bloccati da guasti, fango o fuoco nemico.
L’obiettivo è chiaro: i britannici devono conquistare e mantenere obiettivi chiave prima che la reazione tedesca si consolidi; i tedeschi devono resistere, riprendersi il terreno perso e trasformare la ritirata in un contrattacco decisivo. La partita non è una corsa verso l’obiettivo finale: è un equilibrio instabile che può capovolgersi da un turno all’altro. I tedeschi, anche se sembrano sconfitti dopo i primi tre turni, hanno in mano le carte per ribaltare la situazione — grazie a tattiche di infiltrazione appena sviluppate e alla capacità di riorganizzare rapidamente le riserve.
Ciò che rende Cambrai affascinante non è solo il suo valore storico, ma la sua struttura dinamica. Il gioco offre 13 opzioni variabili — come “I tedeschi sono avvisati”, “I carri migliorati” o “La cavalleria entra in azione” — che permettono di esplorare scenari alternativi senza alterare l’anima del conflitto. Ogni partita diventa un’esperimento: cosa sarebbe successo se i britannici avessero adottato prima le tattiche tedesche? Se la loro offensiva fosse stata più coordinata?
Non è un gioco per chi cerca scontri massicci e vittorie nette. È per chi vuole capire come una battaglia, apparentemente marginale, abbia cambiato il modo di combattere la guerra. E forse — se si ha fortuna e intuito — riscrivere la storia con un solo lancio di dado.
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