Graenaland

(2006)
6.7/10 (686 voti)

Nel 982, Erik il Rosso lasciò l’Islanda alla ricerca di nuove terre e trovò una costa verde, fertile, promettente. La chiamò Groenlandia. Quattro anni dopo, i primi coloni sbarcarono, portando con sé clan, strumenti e ambizioni. Questo è il tuo mondo ora: un territorio selvaggio ma generoso, dove la sopravvivenza non dipende solo dalla forza, ma da ciò che riesci a costruire insieme agli altri.

Ogni giocatore guida un clan di vichinghi, e il tuo obiettivo è stabilire villaggi lungo le coste per sfruttare le risorse della terra. Ma qui non sono i villaggi a produrre cibo, legno o pelle: sono i territori stessi. Ogni tile genera una sola risorsa al turno, indipendentemente da quanti villaggi ci sono sopra. E chi controlla la distribuzione di quella risorsa? Non il più forte, ma colui che ottiene la maggioranza dei voti.

Ogni villaggio costruito su un tile dà un voto al suo proprietario. Anche gli eroi viaggiatori che passano per quel luogo contribuiscono con il loro voto. Per approvare una proposta di distribuzione, devi raccogliere più della metà dei voti totali: non basta averne due su cinque, devi convincere qualcun altro a schierarsi dalla tua parte. E qui nasce l’ingegno del gioco.

Puoi tentare di dominare un tile con tre villaggi, ma se anche il tuo avversario ne piazza due, entrambi spendete risorse e tempo per una sola risorsa al turno. È più saggio collaborare? Forse. Puoi accordarti con gli altri: uno prende la legna, l’altro il pesce, e insieme costruite un miglioramento che raddoppia la produzione. Potete persino difendervi uniti contro un intruso che tenta di rubare la vostra riserva accumulata.

Ma chi ti garantisce che l’accordo verrà rispettato? Un giocatore potrebbe promettere di costruire una stalla e invece piantare un altro villaggio. Potrebbe scomparire con il suo eroe per due turni, poi tornare e dichiarare di voler riscuotere tre raccolti arretrati. E se tu fossi in quella posizione? Cosa faresti?

Il gioco non ti dice cosa è giusto o sbagliato. Ti offre un sistema dinamico: ogni turno uno dei giocatori ha un ruolo speciale, gli eroi si muovono simultaneamente e le risorse sono assegnate con una certa casualità — alcuni terreni producono più pesce, altri più pelle, ma mai in modo prevedibile. Questo crea situazioni incerte, dove la fiducia è un bene raro e il tradimento un’opzione sempre presente.

Non c’è un punteggio fisso da raggiungere: vince chi accumula più punti vittoria attraverso villaggi, miglioramenti e risorse raccolte. Ma non basta essere ricchi: devi apparire affidabile, o almeno abbastanza minaccioso da far sì che gli altri ti temano quanto ti stimano.

Graenaland non è un gioco di conquista. Non è nemmeno solo un gioco di negoziazione. È un esperimento sociale: una danza tra cooperazione e tradimento, dove ogni mossa ha un costo, ma anche un potenziale ritorno — se sai leggere gli occhi degli altri prima che parlino. E la vera sfida non è vincere il gioco. È capire quanto puoi fidarti di chi ti sta davanti.

  • Giocatori: 3-5
  • Durata: 90 min
  • Età Minima: 12+
  • Complessità: (3.02)

Artisti: Milan Vavroň, Vlaada Chvátil

Dove Acquistare

Nessun prezzo disponibile al momento. Cerca su:

Recensioni (0)

Nessuna recensione ancora. Sii il primo!

Lascia una Recensione