Nel cuore dell’Oceano Atlantico e lungo le coste tortuose del Sud America, una guerra che non è mai stata combattuta prende vita tra i mari. Cone of Fire porta sul tavolo le flotte di Argentina, Brasile e Cile — nazioni che negli anni precedenti alle due guerre mondiali costruirono dreadnought da sogno, ma senza mai usarli in battaglia. Ora, con questo gioco, puoi farle scontrare: tra ipotesi di conflitti mai avvenuti e scenari ispirati a veri eventi storici.
Il gioco si muove su sei mappe dettagliate, tre alla scala della Prima Guerra Mondiale e tre a quella del Secondo Conflitto. Si spazia dal Capo Horn fino al di là di Rio de Janeiro, attraversando vasti tratti d’oceano e i canali stretti e impervi della Patagonia cilena. Ogni giocatore comanda una flotta: navi reali come le corazzate brasiliane o le incrociatori argentini, ma anche progetti mai completati — battelli che furono ordinati, poi cancellati, o semplicemente immaginati dai generali e dagli ammiragli. C’è spazio persino per aerei a reazione usati dall'Argentina e dal Brasile durante la Guerra delle Falkland, pur se fuori tempo massimo rispetto alle epoche rappresentate.
Si gioca con dadi e una griglia esagonale, tra movimenti segreti e rivelazioni improvvisate. Le unità nascoste creano tensione: chi sa dove si nasconde la corazzata nemica? Chi ha spedito un sottomarino a intercettare il convoglio? Ogni mossa conta, ogni lancio di dado può capovolgere l’esito di uno scontro. Le missioni variano da incursioni costiere alla caccia a una flotta nemica, dal blocco portuale all’attacco a una base navale.
Non si vince con un’unica regola: ogni scenario ha obiettivi diversi — distruggere la flotta avversaria, controllare rotte strategiche, proteggere i propri porti o semplicemente sopravvivere fino alla fine del turno. L’equilibrio tra forza navale e pianificazione è sottile: avere più navi non basta se non le muovi bene.
Cone of Fire non racconta una guerra reale, ma un “cosa sarebbe successo se...” che affonda le radici nella storia. È il gioco per chi ama i conflitti navali, ma anche per chi si emoziona davanti a progetti di navi mai costruite, a mappe di mari poco esplorati e a strategie pensate da uomini che credevano nel potere delle corazzate — prima che gli aerei cambiassero tutto. Qui non ci sono eroi o cattivi: solo flotte, dadi e il mare, che attende sempre la prossima battaglia.
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