Nel 1675, dopo aver messo da parte le spade e i tesori, il celebre capitano Henry Morgan invita i suoi vecchi compagni di pirateria a una gara tra amici: un viaggio intorno all’isola di Giamaica, dove chi arriva per primo non vince necessariamente. Il vero premio è l’oro accumulato lungo il percorso — rubato, trovato o strappato con la forza. Ogni anno, in ricordo dei vecchi tempi, si svolge la Grande Gara: e questa volta, non conta solo chi arriva per primo, ma chi ha saputo sfruttare ogni occasione per riempire le stive di bottino.
Ogni giocatore guida una nave con cinque stive da riempire. Ogni turno, il capitano del momento lancia due dadi: uno rappresenta il giorno, l’altro la notte. Poi tutti i giocatori scelgono contemporaneamente una carta dalla propria mano di tre — senza mostrare agli altri cosa hanno pescato. Le carte hanno due simboli: a sinistra per il giorno, a destra per la notte. Quando si rivelano insieme, ognuno muove la propria nave o carica merci in base ai valori dei dadi. Se il dado del giorno è un 4 e tu hai una carta con “+4 movimento” a sinistra, avanzi di quattro caselle. Se la notte ti regala un 3 e la tua carta ha “carica 3 bottini”, riempi tre stive di spezie o oro. La scelta della carta giusta è cruciale: devi prevedere cosa uscirà dai dadi, ma anche tenere conto di dove sei sulla mappa e cosa ti serve per sopravvivere agli scontri.
E gli scontri non mancano mai. Quando due navi si trovano sullo stesso spazio, scatta la battaglia. Si lancia un dado da combattimento: chi fa più punti vince. Ma puoi migliorare le tue chance usando il polverino che hai accumulato nelle stive in precedenza — una quantità di polvere uguale al numero di caselle che ti separano dal traguardo. Vincere significa rubare oro o bottini all’avversario, e ogni pezzo raccolto conta per la vittoria finale.
La gara termina non appena qualcuno completa il circuito intorno all’isola. A quel punto, tutti gli altri giocatori ricevono oro in base alla distanza che li separa dalla linea di arrivo: chi è più vicino guadagna di più. Ma questo non basta. Il vero vincitore sarà colui che ha raccolto il maggior numero totale di monete d’oro — quelle trovate lungo la strada, quelle rubate in battaglia, quelle caricate dalle carte e dai dadi. Chi si è concentrato solo su arrivare primo potrebbe rimanere a secco. Chi ha girato per le isole alla ricerca di tesori nascosti, ma non ha mai vinto una battaglia, potrebbe essere troppo lento.
Jamaica è un gioco leggero che mescola fortuna e decisioni con eleganza. I dadi ti danno imprevedibilità, le carte ti danno controllo, e la mappa ti costringe a scegliere tra corsa e ricchezza. Non c’è tempo per pensare troppo: ogni turno è rapido, ma ogni scelta pesa. E quando finalmente qualcuno taglia il traguardo, tutti si guardano con un sorriso — perché in questa gara, l’oro non si vince solo correndo. Si ruba. Si sfrutta. Si aspetta il momento giusto. E a volte, chi arriva ultimo ha la stiva più piena di tutte.
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