È una serata che nessuno dimenticherà: vent’anni dopo l’ultimo giorno di scuola, i compagni di classe del James D. Murder High tornano insieme per un reunion piena di nostalgia, rancori nascosti e segreti da svelare. Qualcuno è diventato famoso, qualcun altro ha fatto fortuna, ma tutti portano ancora dentro quegli antichi rancori che non sono mai stati risolti. E quando il corpo della preside viene trovato nel salone delle feste, con un bicchiere di punch avvelenato accanto a lei, l’atmosfera da festa si trasforma in un gioco di sospetti.
Ogni ospite riceve un personaggio ben definito: la ex regina del ballo ora celebrità hollywoodiana, il genio della matematica che ha fondato una startup milionaria, l’ex bullizzato diventato scrittore di gialli, o la valedictorian che non ha mai smesso di controllare ogni singolo dettaglio. Ognuno ha un obiettivo segreto: trovare il colpevole, nascondere prove, manipolare gli altri con promesse o minacce, e magari accumulare più soldi falsi possibile per comprare informazioni o silenzi. Durante la serata si alternano momenti di conversazione libera, indagini tra i partecipanti, scambi di pettegolezzi e piccoli eventi guidati che rivelano nuovi indizi: lettere, oggetti personali, foto ingiallite, denunce nascoste. Tutti hanno qualcosa da nascondere — e tutti potrebbero aver ucciso.
L’obiettivo è semplice: scoprire chi ha ucciso la preside. Ma non basta indovinare il nome giusto. Bisogna capire perché, e soprattutto, convincere gli altri che si ha ragione. Alla fine della serata, ognuno vota per il colpevole, ma anche per chi ha recitato meglio, chi ha vestito meglio e chi ha accumulato più denaro con astuzia e charme. I vincitori ricevono piccoli riconoscimenti — non solo per aver risolto l’omicidio, ma per essere stati i protagonisti della serata.
Cosa rende questo gioco diverso? Non è un semplice “chi ha ucciso”. È una commedia sociale dove il passato torna a mordere. Le dinamiche tra ex compagni di classe — gelosie, rivalità, amori non confessati — diventano armi da usare contro gli altri. Il gioco si adatta a gruppi da 10 fino a 80 persone, con versioni specifiche per ogni dimensione: piccoli gruppi offrono intimità e profondità, grandi folle trasformano la serata in un’esplosione di caos teatrale. Le istruzioni guidano il padrone di casa passo dopo passo, dagli inviti personalizzati alle targhette con i nomi, dai soldi falsi da distribuire alla soluzione finale che svela ogni dettaglio del crimine. Non serve essere attori: basta essere umani. E tutti, in fondo, hanno qualcosa da nascondere.
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