King O’ Kings è un gioco di strategia astratta per due o quattro giocatori, dove ogni mossa conta e ogni pezzo può trasformarsi in qualcosa di più potente. Il campo da gioco somiglia a una croce: al centro c’è l’Arena, una griglia 4x4 a scacchi neri e bianchi, mentre intorno, su ciascun braccio della croce, si trovano le Zone di Sicurezza — aree di partenza per i pezzi di ogni giocatore, disposte anch’esse a scacchiera ma in tonalità grigie.
Ogni giocatore parte con quattro pedine che muovono solo in diagonale, allontanandosi dalla propria zona di sicurezza. Una volta entrati nell'Arena, i pedoni possono spostarsi liberamente in tutte le direzioni diagonalmente — ma non potranno mai più tornare indietro. L’obiettivo è creare sovrani: per farlo, bisogna prima trasformare un pedone in principe. Ciò avviene quando una tua pedina cattura quella di un avversario, formando una pila di due pezzi. Il principe ha più libertà: può muoversi di uno o due passi diagonali, in avanti o all’indietro, ma resta confinato nell'Arena.
Il vero potere emerge quando il principe mangia un pedone avversario — oppure quando una tua pedina cattura un principe: in entrambi i casi, si forma un Re, una pila di tre pezzi che viene subito rimossa dal campo e messa da parte come punteggio. I principi non possono mangiare altri principi: la gerarchia è chiara.
La partita continua finché nessuno può più formare nuovi re. Vince chi ne ha accumulati di più. Nonostante il gioco sia pensato per quattro giocatori, le regole per due o tre non sono fornite — ma con un po’ di adattamento, l'equilibrio resta solido.
King O’ Kings è si spiega in due minuti, ma profondo nel suo sviluppo: ogni mossa può innescare una catena di promozioni, e la gestione dello spazio nell'Arena diventa cruciale. È un gioco elegante, dove il tempo non conta, ma l’intelligenza.
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