Sul pianeta Laura, le tribù si sono stancate del loro mondo e hanno lanciato navi alla ricerca di un nuovo inizio. Quello che trovano è Laura-2: un pianeta vergine, ricco di spazi aperti e promesse. Ma non appena scendono dalle navicelle, il silenzio si rompe: ognuno vuole costruire il proprio regno, e nessuno intende cedere terreno.
Laura-2 è un gioco astratto per 2 a 6 giocatori, dove ogni tribù cerca di riunire i propri membri attorno al trono del capo e alla propria navicella. Il campo da gioco è una griglia esagonale che rappresenta la superficie del pianeta, e si gioca in due fasi distinte. Nella prima, chiamata “sbarco”, i giocatori piazzano a turno i propri 18 membri e le due risorse fondamentali: il trono e la navicella. Ogni nuovo pezzo deve essere posizionato vicino a un membro già presente, creando piccoli gruppi che non possono superare i quattro individui. È una danza silenziosa di conquiste, dove ogni posto conta.
Quando tutti gli elementi sono stati piazzati, inizia la seconda fase: il riassestamento. Qui, a turno, ogni giocatore può scambiare due pezzi che si trovano allineati su una linea retta — ma con una regola cruciale: solo un capo tribù può spostare un altro capo. E se un capo viene mosso più di una volta, il suo trono diventa un punto d’attrazione invisibile: ogni membro dell’altra tribù che si trova vicino a lui inizia a sentirsi al sicuro, e la propria famiglia rischia di disgregarsi. È un gioco di equilibri sottili, dove il potere non sta solo nel controllo, ma nella capacità di far vacillare gli altri.
La navicella ha due movimenti speciali: può sollevarsi e atterrare su uno spazio vuoto vicino a un proprio membro, oppure “teletrasportare” un compagno in linea retta fino a una casella libera. Ma attenzione: ogni mossa deve lasciare il gruppo dei Lauraniani unito. Non è permesso dividere la popolazione del pianeta in due blocchi isolati.
Laura-2 non ha bisogno di componenti complessi, né di regole traballanti. È un gioco che si svolge con calma, ma con intelligenza crescente: ogni scambio è una mossa strategica, ogni posizione può diventare trappola o rifugio. Nato nel 1984 come pubblicazione su Spielbox, è uno dei primi giochi a esplorare il concetto di gruppi dinamici su griglia esagonale — e ancora oggi riesce a sorprendere per la sua eleganza semplice. Non serve un grande spazio, né molto tempo: basta una tavola, sei giocatori pronti a pensare, e la voglia di costruire il proprio regno senza distruggere l’altro.
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