Ogni turno copre da una settimana a un mese, a seconda della stagione, con ogni esagono della mappa che rappresenta dieci miglia di terreno accidentato. I tuoi reparti non sono divisioni o brigate: per gli americani sono battaglioni ben organizzati; per le tribù, bande di guerrieri, ciascuna con un valore in punti forza che corrisponde a 80-120 combattenti. Con 280 pedine dettagliate e una mappa ricca di fiumi, boschi e colline, ogni partita è un’esperienza tattica coinvolgente.
Il cuore del gioco sta nel sistema dei segnalini comando: a turno, scegli uno dei tuoi comandanti per muovere e combattere con le sue unità. Non puoi agire liberamente su tutto l’esercito — devi concentrarti su un gruppo alla volta, poi passare il turno all’avversario. Questo crea tensione: ogni scelta è una scommessa su dove attaccare o difendere. Eventi imprevisti, come cariche disperate o resa improvvisa, possono cambiare l’andamento della battaglia grazie ai segnalini “eroismo”, pescati a caso.
L’obiettivo? Sconfiggere le forze nemiche e controllare i punti chiave della regione. Le regole sono semplici da imparare, ma profonde nel loro sviluppo: il sistema è condiviso con altri giochi della serie, ma ogni scenario — qui ambientato in battaglie storiche come la sconfitta di St. Clair o la vittoria di Tippecanoe — offre sfide uniche. Non serve essere un esperto per giocare, ma ci vuole strategia per vincere. Un gioco che fa sentire il peso della guerra e l’incertezza del fronte selvaggio.
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