Immagina un gioco che ti fa viaggiare nel tempo con una semplice mossa: giri un disco e ti ritrovi di fronte a un evento storico, un personaggio famoso o qualcosa di incredibilmente curioso da ogni decennio tra il 10 e il 2000. Millennium è proprio questo: un gioco di memoria con una spruzzata di storia, tutto racchiuso in un’unica spirale colorata che avvolge la plancia come un nastro del tempo. Ogni decennio ha il suo disegno a fumetti, una breve didascalia e un anno ben visibile — da Augusto nel 10 d.C. alla nascita degli Stati Uniti nel 1770, passando per la terza crociata o l’invenzione della stampa.
Ogni giocatore parte con dieci dischetti trasparenti e il goal è semplice: sbarazzarsene tutti. Al tuo turno, lanci un dado a 12 facce. Se esce un numero da 1 a 10, devi ricordare cosa c’è sotto il disco corrispondente — l’evento, la persona o l’oggetto storico. Se rispondi bene, togli un tuo dischetto e sostituisci il disco con uno nuovo. Se sbagli, non succede nulla: passa il dado al prossimo giocatore.
I numeri 11 e 12 aggiungono un po’ di sana follia. Con l’11 puoi piazzare uno dei tuoi dischetti su un disco a tua scelta — diventa una trappola per gli altri: chi lo scoprirà dovrà rispondere, o perderà un pezzo suo. Con il 12 invece sfidi il giocatore con più dischetti ancora in gioco: lui deve indovinare cosa c’è sotto un tuo disco scelto da te. Se riesce, mette uno dei suoi dischetti lì e prende il tuo; se fallisce, devi rispondere tu. E se entrambi sbagliate? Lui ti regala un suo dischetto. Un po’ di strategia, un po’ di fortuna, sempre con la storia che ti guarda da sotto i dischetti.
Il gioco dura poco — meno di venti minuti — e non serve sapere tutto della storia per divertirsi: basta ricordare qualcosa, o anche solo indovinare. L’almanacco incluso (30 pagine) ti aiuta a scoprire i retroscena di ogni evento, ma non è obbligatorio usarlo. È un gioco che si adatta al livello dei giocatori: perfetto per una serata in famiglia, tra amici o anche come riscaldamento prima della cena. Non ti farà diventare uno storico, ma ti farà sorridere mentre cerchi di ricordare chi ha inventato il caffè nel 1600.
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