1969. New York, Greenwich Village. L’aria è carica di chitarre elettriche, fumo d’erba e proteste che non si fermano mai. Ruby Tuesday, la reporter più coraggiosa del giornale underground “The Times They Be A Changin!”, non arriva alla festa di compleanno al Groovy A Go~Go. Nessuno sa perché. Solo che il suo corpo viene trovato nel cassonetto dietro il locale, avvolto in un lenzuolo a pois e con un biglietto appeso: “Goodbye Ruby Tuesday”.
La polizia non c’è. Non è il tempo della legge rigida. Ma qualcuno l’ha uccisa. E tu sei uno degli invitati. Ognuno di voi ha un ruolo: Buzz Bullet, l’ufficiale dell’ROTC con i capelli troppo corti; Maryjane Cannabiski, che cuoce brownie da far volare gli angeli; Trippie Dickie Nickson, che giura di non essere un criminale – e forse ha ragione; il Maharishi, calmo come una nuvola di fumo, ma con troppi segreti. E tanti altri: hippies, poeti, ribelli, sognatori. Tutti hanno un motivo per volerla zittire.
Il gioco ti chiede di interpretare il tuo personaggio, di nascondere la verità e di cercarla negli altri. Parlate, accusate, mentite con stile. C’è chi ha visto qualcosa, chi ha un alibi troppo perfetto, chi era lì per rubarle un’intervista esclusiva. Il tempo scorre come una canzone dei Beatles: tre round di domande, sospetti e rivelazioni. Ogni turno scopri nuovi dettagli, ascolti confessioni strane, ti chiedi se quel sorriso è sincero o solo un trucco per non essere il prossimo a finire nel cassonetto.
Vinci se riesci a identificare l’assassino prima che gli altri scoprano chi sei davvero. Ma attenzione: anche tu hai qualcosa da nascondere. Forse eri lì per un incontro segreto. Forse avevi una lettera che Ruby stava per pubblicare. O forse… semplicemente, non volevi che raccontasse la verità su di te.
È un gioco dove il divertimento sta nel fingere e nell’indovinare, tra luci al neon e basse che pulsano. Non serve essere attori: basta avere un po’ di coraggio e una buona dose di ironia. Il passato non torna indietro, ma qui puoi vivere la sua follia – con un pizzico di mistero, tanti colori e una domanda che rimane: chi ha chiuso gli occhi a Ruby Tuesday? E perché proprio ora?
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